Un lavoro per Valerio Catoia: da eroe dell’estate a bagnino di Latina

Pubblicato da: Iacopo Melio Categoria: Cronaca Data di pubblicazione: 16 Ottobre 2017

Era finito sulle cronache nazionali Valerio Catoia, il ragazzo con sindrome di Down che aveva salvato in spiaggia una bimba che stava annegando. Adesso una bella notizia per il grande eroe: un lavoro come bagnino. La dimostrazione che lo sport non è solo uno strumento fondamentale per fare integrazione e sviluppare l’autonomia dei ragazzi con disabilità, ma anche una passione in grado di svilupparsi in qualcosa di ancor più importante come un lavoro.

Il primo contratto di Valerio

È da quando aveva tre anni che Valerio Catoia si allena nelle vasche. Oggi, quattordici anni dopo, è arrivato il primo contratto di lavoro proprio in quel settore dove ha sempre sguazzato fin da piccolo: bagnino nella piscina comunale di Latina. Una soddisfazione non solo personale ma anche per il progetto dell’Endas, ente di promozione sportiva che si occupa anche di inserimento lavorativo per ragazzi disabili. Perché lo sport ma soprattutto il lavoro saranno sempre i canali migliori per fare inserimento e inclusione sociale, rendendo tutti un po’ più liberi e indipendenti.

La formazione come riconoscimento

Prima del lavoro vero e proprio è stato previsto un contratto di formazione di 1500 euro che terminerà fra tre mesi. Segno non solo di riconoscimento ma soprattutto di fiducia nei confronti di quel ragazzo che non ha esitato un attimo a lanciarsi in mare quando, la scorsa estate, una bimba stava affogando a Sabaudia. «Conoscendolo sapevo che si sarebbe buttato senza esitazione, Valerio è sempre pronto ad aiutare gli altri», sostiene il padre di Valerio, raccontando che è stato proprio il corso di salvataggio in acqua svolto nel 2016 dal ragazzo a fare la differenza. Bravura dimostrata anche qualche giorni fa, ad Ostia, durante la giornata nazionale paralimpica, dove Valerio ha simulato un nuovo salvataggio di fronte agli atleti.

Una vita sempre più frenetica

«Ha sempre vissuto una vita normale, come sua sorella. Va a scuola col pullman, in autonomia, è scout, suona la chitarra, fa atletica. Certo, noi abbiamo il compito di stimolarlo e stargli dietro. Spero che anche gli amici lo coinvolgano sempre più nelle loro uscite», spiega il padre. E speriamo davvero che, dopo questo ulteriore traguardo, il buon Valerio trovi altri nuovi compagni di avventura.

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