Riserva regionale Lago di Penne

Riserva regionale Lago di PenneAi piedi del massiccio del Gran Sasso e a pochi chilometri dal Mare Adriatico, nel restringimento dell’alta valle del fiume Tavo, si estende il lago di Penne, uno dei più importanti siti abruzzesi per quanto concerne l’avifauna. Posto a circa 300 m slm il bacino artificiale è stato costruito nel 1965 per scopi irrigui ed è alimentato dal fiume Tavo e dal torrente Gallero, entrambi provenienti dal gruppo montuoso del Gran Sasso. L’area protetta, pur non avendo dimensioni eccessive, presenta una discreta varietà paesaggistica: lungo le rive dei fiumi è presente un lembo di foresta umida planiziaria, costituita da salice bianco, pioppo e qualche esemplare di frassino ossifillo mentre le sponde del lago ospitano una ricca vegetazione palustre che comprende tife, scirpi, cannucce di palude e altre specie erbacee. Le colline circostanti, caratterizzate da ambienti più asciutti, presentano boschi caducifogli di roverella misti a carpino nero, ornello e acero campestre spesso alternati a coltivi di cereali e ulivo. Tra gli arbusti prevalgono il ginepro, il prungolo, la fusaria e l’agazzino ma non mancano specie della macchi mediterranea come il pungitopo, la robbia selvatica e l’asparago pungente.

La varietà paesaggistica determina una notevole ricchezza faunistica che costituisce, senza dubbio, uno dei principali motivi di interesse per i numerosi visitatori dell’area. Il lago, grazie anche a numerose immissioni effettuate negli anni passati per favorire le attività di pesca, risulta oggi ricco di pesce e tra le 11 specie presenti vede il dominio di anguille, trote, lucci e carpe. L’abbondanza di pesce non passa certo inosservata alle oltre 160 specie di uccelli tra stazionarie, nidificanti e migratrici, che frequentano l’area. Tra le specie più interessanti spiccano la nitticora, piccolo airone bianco e nero dalle abitudini crepuscolari, nidificante con un’importante garzaia ed eletto a simbolo dell’area, il mignattaio, l’airone rosso, il falco pellegrino e lo sparviere. Particolarmente numerosi e facili da avvistare sulle rive del lago sono svassi, cormorani, oche selvatiche, anatre e aironi -tra cui alcune specie rare come la sgarza ciuffetto e l’airone guardabuoi-. L’occhio di un esperto birdwatcher inoltre, può scorgere nell’area il volo di rapaci abbastanza rari come il biancone, l’astore o il falco cuculo o di interessanti passeriformi come il frosone, il canapino, e lo zigolo muciatto, oltre alla più frequente averla capirossa. Non mancano ovviamente i mammiferi che contano tra gli insettivori il riccio e la talpa e tra i carnivori volpe, tasso, donnola, faina e puzzola. Sporadicamente è stata segnalata la presenza del lupo e del gatto selvatico mentre risulta ormai un frequentatore abituale della riserva il cinghiale, che provenendo dal vicino Parco Nazionale ha trovato ai mrgini del fiume Tavo e del torrente Gallero un habitat ideale per vivere.

Oltre che per l’innegabile ricchezza naturalistica la riserva di Penne non mancherà di sorprendere il visitatore per la quantità e la qualità di strutture e servizi creati negli anni per favorire la fruizione turistica e didattica dell’area. Tra le più importanti ricordiamo il Centro di Educazione Ambientale, il Centro Lontra con osservatorio subacqueo sul mustelide, il Museo naturalistico con due acquari e una sezione dedicata ai bambini e un’area floro-faunistica con un Orto botanico, particolarmente interessante perché le piante seguono un ordinamento geografico-ecologico che tenta di ricostruire le maggiori associazioni vegetali del territorio abruzzese.


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