“Terrena”: i gioielli creati da persone con disabilità

Pubblicato da: Iacopo Melio Categoria: Cronaca, Curiosità Data di pubblicazione: 2 ottobre 2017

Abbattere le barriere attraverso l’arte e il lavoro è l’obiettivo del progetto “Terrena”, tra i vincitori del bando PIN realizzato dalla Regione Puglia. Un’occasione in grado di stimolare la creatività, evidenziando le abilità delle persone così bene da farci dimenticare dei loro handicap. I laboratori, in partenza già dalle prossime settimane, vogliono infatti realizzare piccoli oggetti ma di grande valore: tra questi collane, anelli e orecchini, interamente artigianali e con un design esclusivo (i materiali utilizzati non saranno solo quelli preziosi come l’oro, l’argento e pietre varie, ma anche il legno, richiamando così alla Puglia e ai suoi straordinari ulivi).

Come nasce l’idea

La start-up nasce dall’idea innovativa di Azzurra Amoruso e Ruben Ruta, entrambi baresi, vincitori del bando PIN che la Regione Puglia ha realizzato per dare fiducia ai giovani imprenditori. Azzurra infatti aveva già qualche anno fa portato avanti un’esperienza simile in Palestina, precisamente a Ramallah, grazie ad una ONG nella quale cooperava: è stato qui che ha realizzato, insieme ad un ragazzo disabile del posto, gioielli fatti a mano.

L’intento è quello di dimostrare che chiunque, a prescindere da alcune difficoltà quotidiane, può dare vita a prodotti perfetti, lavorando e portando valore proprio come tutti coloro che, apparentemente, non vivono grandi handicap. Oltretutto, attività simili sono un ottimo modo per fare integrazione e inclusione all’interno della società, attraverso il mondo del lavoro. Circa la scelta di questo nome, spiega: “Le cose terrene non sono necessariamente neutre ma anche molto idealistiche e particolari. Siamo tutti esseri umani e siamo tutti uguali”.

Il sogno che diventa realtà

Già nelle prossime settimane inizieranno i corsi di formazione che coinvolgeranno, intanto, ragazzi con disabilità fisiche (in particolare ragazzi con il Parkinson, attraverso una prima collaborazione con “Parkinson Puglia”, essendo il lavoro manuale un grande aiuto riabilitativo fino ad allentare il decorso della malattia stessa).

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