Io s(u)ono: quando la musica permette di superare ogni limite

Pubblicato da: Alessio Giardini Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 13 dicembre 2017

C’erano una volta un ragazzo con una patologia metabolica piuttosto rara, che riduce le sue abilità di movimento e le funzioni cognitive e una ragazza sordomuta in seguito ad un’emorragia cerebrale.

Ad accomunarli è la grande passione per la musica e grazie ad Aurora Di Rocco, batterista professionista che nella Capitale dà lezioni anche ad alunni con disabilità, i due, insieme a diversi altri studenti, sono riusciti a compiere dei progressi grandiosi.

La docente ha spiegato al Corrierecome, osservando determinati risultati, le sia venuta l’idea, sviluppata poi insieme all’educatrice Flavia Campana, di dare vita al progetto “Io s(u)ono”, che punta ad un’integrazione guidata proprio dalla musica.

Lo sviluppo di “Io s(u)ono”

Aurora Di RoccoLa Di Rocco ha precisato che chiaramente suonare in gruppo sia più complicato che farlo da soli. All’inizio, dunque, si è deciso di dividere gli allievi in gruppi a seconda delle loro necessità educative.

Considerando le abilità individuali, sono stati studiati gli arrangiamenti e il metodo più adatto per semplificare l’apprendimento delle basi, ossia i suoni, il ritmo, la melodia e la coordinazione. Avvalendosi anche di foto e video, tutto è risultato molto più divertente, come un gioco.

Suonare insieme e sentirsi parte di un gruppo

Flavia Campana ha evidenziato come il progetto non sia un corso di musicoterapia ma abbia lo scopo di far emergere le capacità creative e musicali presenti in tutti noi e in questo modo ottenere un significativo miglioramento anche a livello di abilità sociali e comunicative.

Per conseguire questo obiettivo, sono stati utilizzati anche strumenti e tecniche applicati alle persone con autismo o altri disturbi comportamentali, ad esempio l’apprendimento per imitazione che avviene mediante l’osservazione. Proprio in questo modo, la giovane con sordità ha potuto studiare le percussioni, leggendo il labiale della sua docente, seguendone i segnali e replicando i movimenti visti fare da altri musicisti nei video.

Gli allievi, che grazie a questa passione comune sono riusciti a formare un gruppo molto unito, hanno avuto anche la possibilità di suonare con dei professionisti. E sicuramente la cosa che conta di più, indipendentemente dalla tecnica, è l’opportunità di mettersi in gioco, divertirsi, imparare e accrescere la propria autostima, sentendosi parte di una comunità.

 

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