Staminali, autorizzata la cura contestata a Sofia

Pubblicato da: DisabiliNews Redazione Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 8 Marzo 2013

Con l’approvazione della cura a base di staminali una buona notizia giunge per Sofia, la bambina di soli 3 anni affetta da gravi patologie degenerative ed il cui caso negli ultimi tempi ha fatto scalpore a livello nazionale. Con grande gioia dei famigliari infatti il Ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha garantito che le cure a base di staminali adoperate finora secondo il metodo Stamina, messo a punto da Davide Vannoni, possono continuare.
I genitori della piccola Sofia sottolineano come “Con la cura di Stamina che noi abbiamo regolarmente cominciato per Sofia, sia nostra figlia che altri bambini con malattie assimilabili hanno avuto miglioramenti certificati dai medici. Sofia, dopo la prima infusione, è migliorata sotto diversi aspetti e soprattutto ha avuto salva la vita“.
Altro caso conclusosi per ora positivamente in merito alla cura con le staminali è quello di Salvatore Bonavita, affetto da sindrome di Niemann-Pick e per cui il padre Luigi si era rivolto alla magistratura affinché avesse modo di continuare le terapie proposte dal metodo Stamina, del quale Bonavita ha beneficiato nel 2008. Il giudice del lavoro Mauro Mollo ha autorizzato le cure compassionevoli realizzate con Stamina, ma non nel laboratorio di Vannoni presso l’ospedale di Brescia.
Il ministro Renato Balduzzi segnala come non sia in atto una guerra né contro le terapie a base di cellule staminali né contro la Fondazione Stamina ed i suoi responsabili. Ribadisce anzi che il ministero sostiene e supporta la ricerca anche in tale direzione, sottolineando come in Italia esistano numerose possibilità terapeutiche a base di cellule staminali considerate “sicure”. Tali terapie risultano infatti già praticabili in Italia anche senza aver concluso l’intero iter di sperimentazioni.
Balduzzi oltretutto invita Stamina ad agevolare le procedure rendendo accessibili e trasparenti i suoi protocolli e consentendo a tutta la comunità scientifica di verificare e valutare i risultati da loro ottenuti, mentre le inchieste della magistratura seguiranno il loro corso.
Al di là della questione etica, si spera che le storie di Salvatore e Sofia possano essere solo un’anticipazione di una più ampia diffusione di questa tipologia di cure a base di staminali, poiché molte altre persone potrebbero trarne beneficio.
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