Sparisce la tastiera, arriva il touch screen: nuovi Pos inaccessibili ai ciechi

Pubblicato da: Andrea Bes Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 3 Giugno 2016

Quando la tecnologia invece di aiutare danneggia i disabili. Suona strano ma accade anche questo. Dunque pagare con bancomat o carta di credito sta diventando un problema per le persone non vedenti.

È l’UICI di Torino, dopo aver ricevuto numerose segnalazioni da parte dei suoi iscritti, a denunciare questa spiacevole situazione.

I vecchi Pos (Point of sale, apparecchiature adatte alla registrazione e all’invio dei dati della carta agli istituti finanziari) dotati di tastiera fisica, che poteva essere percepita dai polpastrelli, stanno venendo gradualmente sostituiti da una versione nuova dotata di tecnologia touch screen, con l’infelice risultato che, al momento di pagare, chi non vede o vede poco si trova davanti ad un muro.
Il problema è grave perché, a detta di economisti ed esperti informatici, stiamo andando verso una progressiva e sempre più rapida smaterializzazione del denaro dunque il Pos è diventato obbligatorio per professionisti e commercianti. Ne va da se che per una persona non vedente il non poter accedere a questo sistema di pagamento ha conseguenze pesanti.

Le alternative al momento sono poco edificanti: portare denaro contante con se, farsi accompagnare da una persona di fiducia oppure, cosa rischiosa e gravemente lesiva della privacy, rivelare all’esercente il codice segreto del bancomat o della carta di credito.
Proprio a sottolineare questi aspetti, in una nota si legge: «Da notare che, proprio per ragioni di sicurezza, solitamente i disabili visivi non girano con molto denaro contante. Per evitare furti o truffe, preferiscono affidarsi ai pagamenti elettronici. Ma i nuovi modelli inaccessibili rischiano di limitare notevolmente l’autonomia personale di chi non vede» spiega il presidente UICI Torino, Franco Lepore «proprio ora che, dopo anni di impegno, eravamo riusciti a ottenere l’attivazione di numerosi sportelli bancomat accessibili».

Ma cosa si sta facendo a riguardo?

Dal 2014 esiste un protocollo d’intesa tra UICI e ABI (Associazione Bancaria Italiana), volto a stimolare buone pratiche per un sistema bancario più attento ai ciechi e agli ipovedenti. E, proprio nell’ambito di questo accordo, si sta lavorando per realizzare un Pos accessibile.

Il problema è che l’introduzione di questi Pos accessibili non sarà immediata. Dunque urge mettersi al lavoro il più in fretta possibile, come fa notare il presidente UICI Torino Franco Lepore: «Manifestiamo fin d’ora la nostra totale disponibilità a lavorare insieme per risolvere al più presto il disservizio. In particolare chiediamo un incontro immediato con gli istituti di credito, con l’obiettivo di individuare gli accorgimenti più opportuni per rendere accessibili anche i Pos touch screen».

Inoltre va sottolineato che, a differenza di quanto accade per gli sportelli bancomat, non esiste una mappa dell’accessibilità quindi, quando il disabile entra in un esercizio commerciale, non può sapere se troverà uno strumento accessibile o un modello touch.

In definitiva, per ora regna l’anarchia e non possiamo far altro che attendere gli sviluppi della situazione augurandoci che venga risolta al più presto.

A cura di Andrea Bes

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