Il sogno di Carlotta: le paralimpiadi in Giappone

Pubblicato da: Iacopo Melio Categoria: Sport Data di pubblicazione: 23 Ottobre 2017

Si chiama Carlotta Visconti, è una ragazza torinese di 21 anni, per le sue amiche è “Cocca” e sogna le Paralimpiadi in Giappone.

Appassionata di bocce, come il padre, uno degli sport più inclusivi che ci siano per chi, come lei e come me, utilizza la carrozzina per spostarsi ma non solo: c’è addirittura chi lancia le sfere muovendo solo la testa attraverso appositi “binari” in mezzo ai quali scivola la sfera, o chi gioca nonostante i problemi di coordinazione nei movimenti delle braccia o delle gambe, che lo “costringono” a legarsi alcune parti del corpo alla carrozzina per riuscire a prendere una mira migliore.

Insomma, nello sport delle bocce chiunque può partecipare con la propria tecnica.

Disabilità oltre i limiti

Studentessa di Scienze dell’Educazione, riempie le sue giornate tra studio, volontariato e teatro, altra grande passione insieme allo sport.

Sì perché le bocce rappresentano solo una parte della sua attività agonistica dal momento che Carlotta ci sa fare anche nello sci, tra una curva e l’altra, e col parapendio:

La paura maggiore è che si sgancino le fibbie che mi tengono legata alla carrozzina, ma che emozione le Valli di Lanzo dall’alto!

Nata con una lesione cerebrale, i problemi di coordinazione nei movimenti non hanno infatti impedito alla giovane studentessa di avere una vita piena e attiva.

Vive con la propria famiglia: mamma Maggie, papà Davide e Giorgia, sorella 19enne, che a suo dire rappresentano l’esempio che le ha insegnato ad essere felice, convivendo coi limiti nel tentativo costante di superarli per conquistare una certa indipendenza.

Progetto SciAbile a Sauze d’Oulx

È in Piemonte che Carlotta si allena con il suo mono-sci grazie al progetto SciAbile, ma il suo obiettivo più alto resta una qualificazione nelle bocce e magari la partecipazione alle Paralimpiadi in Giappone.

Carlotta infatti, per giocare, indica la direzione e la pendenza dei “binari” al suo assistente, il papà, per poi spingere la boccia verso il boccino utilizzando la propria testa: una tecnica che le ha fatto conquistare il campionato italiano a coppia nel 2016 con Gaia Recchia e con Mirco Garavaglia.

Ma questo non le basta e aggiunge entusiasta: “Puntiamo in alto!”.

E speriamo davvero che questo alto venga raggiunto, affinché questa disciplina sia sempre più conosciuta e permetta anche a persone cerebrolese di fare sport.

 

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