Shopping senza barriere per tutti

Pubblicato da: Serena Castaldi Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 2 Maggio 2017

Sentiamo tutti qualche volta il desiderio di regalarci qualcosa di nuovo, fare un po’ di shopping o semplicemente passeggiare e fantasticare guardando le vetrine; uscire a bere un caffè, andare in gelateria e visitare un museo sono gesti semplici per un normodotato, ma questo cambia quando parliamo di persone con disabilità.

Sì, perchè girare in carrozzina, soprattutto nei centri storici delle nostre città, è ancora un grande limite; le barriere architettoniche sono dappertutto, nella pavimentazione delle strade, nei marciapiedi, nei semafori e nelle attività commerciali.

Nonostante la necessità sia chiara ed evidente, in Italia si temporeggia, ignorando le necessità di chi con una rampa per disabili potrebbe cambiare il corso della sua giornata.

Chi è costretto su una sedia a rotelle vive quotidianamente il disagio di doversi confrontare con barriere di ogni genere e nonostante esista da più di vent’ anni una legge ad hoc sembra non essere cambiato nulla, o comunque non abbastanza, si stima infatti che solo il 20% dei negozi si è adattato ai Peba (Piani Eliminazione Barriere Archietttoniche).

Il Decreto Ministeriale n. 236/‘89, dice che i negozi devono essere visitabili anche da una persona su sedia a rotelle, che deve poter accedere agli spazi di relazione, come gli ambienti aperti al pubblico e destinati alle funzioni che caratterizzano quell’ attività. Se la superficie dell’unità immobiliare supera i 250 mq deve essere previsto almeno un servizio igienico accessibile. Nei casi in cui non fosse possibile eliminare le barriere, per esempio se si tratta di edifici vincolati, la norma prevede che sia garantita la visitabilità condizionata, ponendo all’accesso un campanello con l’apposito simbolo internazionale di accessibilità, in modo da poter chiedere assistenza del personale.

 

Per garantire l’accessibilità degli spazi urbani, i comuni avrebbero dovuto predisporre i Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) ma ad oggi le nostre città presentano ancora con troppe barriere, con negozi per lo più inaccessibili, dove non esistono campanelli per l’assistenza e non ci sono le pedane per superare il gradino d’ingresso, che nei centri storici è davvero dappertutto. Chi si sposta su sedia a rotelle spesso, una volta arrivato a destinazione resta fuori, a meno che non sia accompagnato da qualcuno, e non si parla solo di negozi ma anche di bar, chiese, uffici pubblici e ristoranti.

 

Ammesso e non concesso che si possa accedere, spesso si rimane incastrati senza possibilità di movimento a causa di corridoi stretti e allestimenti pensati per persone a piedi, dove sfruttare la metratura per l’esposizione della merce è l’unica priorità.

Chi non vuole perdersi lo shopping e vuole farlo senza accompagnatore, in attesa che le città si adeguino e decidano di far rispettare a tutti le norme vigenti, non resta che andare nei centri commerciali, che grazie alle grandi metrature di cui dispongono, sono in grado di consentire il transito in ogni zona, hanno bagni accessibili, scale mobili a rampa, ascensori ed ingressi senza gradini.

Ogni giorno nascono nuovi siti e app per la mappatura dei locali accessibili, solo qualche giorno fa abbiamo parlato di #accessibilityiscool, un sistema rapido e utile per la mappatura dell’accessibilità; vi invitiamo a collaborare per fare in modo che l’archivio possa diventare sempre più completo, per regalare indipendenza ed integrazione a tutti.

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Comment (1)

  • Andrea Bes
    Andrea Bes rispondere

    Credo che ci vorrà ancora un po’ di tempo per avere città e paesi accessibili ai disabili. Ma piano piano e con il nostro impegno ce la faremo. Sono già tanti i passi avanti fatti in tal senso. Nel mio piccolo anche a Giaveno (TO) sto facendo il possibile per garantire ai disabili l’accesso a negozi, bar, ristoranti, etc.

    7 Maggio 2017 a 1:37

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