Shawn Serra ha imparato a guardare “Oltre” la sua disabilità

Pubblicato da: Andrea de Chiara Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 11 ottobre 2017

È traumatico per chiunque, risvegliarsi in un letto di ospedale e realizzare di non poter camminare mai più, specialmente se hai quindici anni e dei sogni irraggiungibili, come quello di diventare un calciatore. Come nel caso di Shawn Serra . Nonostante questo il giovanissimo Shawn, dopo un breve smarrimento iniziale, comprese che doveva reagire subito e adattarsi al più presto a questa nuova vita.

Non è stato facile adeguarsi ai ritmi di organizzazione che chi ha una disabilità può ben comprendere. Solitamente, nella quotidianità ci si lascia prendere dalla frenesia del proprio tran-tran quotidiano e non si presta attenzione ai piccoli gesti o accadimenti che si danno per scontati o dei quali non ci si accorge se non nel momento in cui vengono a mancare. “Anche se quello che mi è successo ha cambiato drasticamente il mio destino, oggi mi ritengo una persona migliore, perché riesco a percepire il valore anche delle più piccole attenzioni. Questo è ciò che conta davvero nella vita!”

Il supporto della famiglia e degli amici è fondamentale

È interessante notare come tale atteggiamento vincente, sia il risultato di una persona che ha raggiunto un equilibrio sia fisico che mentale nei confronti di sé stesso e del proprio futuro per aver lavorato su di sé, aiutato sicuramente dal supporto della famiglia e degli amici che in tal senso è stato determinante. “Anche se qualcuno dopo l’incidente si è allontanato”, precisa Shawn, “Le persone che rappresentano per me un valore aggiunto sono rimaste sempre e comunque perché hanno saputo guardare oltre…”

Il saper guardare oltre è il motto di Shawn Serra

Il saper “guardare oltre ogni cosa è diventato il motto di Shawn, tant’è vero che dopo la laurea conseguita in Scienze della Comunicazione presso l’università di Cagliari nel 2014, ha dato vita ad un suo programma radiofonico, che va in onda tutti i lunedì dalle 17:30 alle 19:00 su “Radio In” (un’emittente locale sarda) intitolato “Oltre”, una trasmissione giovanile che si divide tra le hit straniere più gettonate e la musica cult italiana. Il tutto viene condito dalla voce ferma di Shawn Serra, che tra un lancio e l’altro, informa i suoi ascoltatori con delle news a sfondo sociale, attinenti soprattutto all’ambito della disabilità. In seguito “Oltre” è divenuto il titolo di una pagina Facebook gestita dallo stesso Shawn, mediante la quale ciascun utente, postando e condividendo con gli altri un video della durata di un paio di minuti, fornisce una propria interpretazione sul concetto del “saper guardare oltre”

È sorprendente come da una parola costituita da sole cinque lettere scaturiscano così tanti significati dalle più svariate sfumature: c’è chi ne fa un motivo per non fermarsi alle apparenze, per qualcun’altro vuol dire combattere contro le avversità del proprio destino senza mai arrendersi. Per Shawn saper guardare oltre è l’emblema della sua vita:” Per me il termine oltre è legato all’idea che tutti noi abbiamo della forza nascosta dentro di noi, una forza potenziale che difficilmente immaginiamo di possedere”.

Da speaker radiofonico a inviato di Striscia la notizia

Shawn Serra Shawn Serra non solo sa riconoscere questo potente motore catalizzante che anima le gesta degli esseri umani oltre i propri limiti, ma lo adopera al meglio per combattere contro tutte le barriere fisiche e mentali riscontrabili nella nostra società. A tal proposito, con l’aiuto di Cristian Cocco, inviato di Striscia la notizia si sta impegnando affinché presso lo Stadio Sant’Elia di Cagliari nel settore riservato alle persone disabili, non ci siano impedimenti del campo visivo che ostruiscano la possibilità di godere delle partite di calcio della propria squadra del cuore che ad oggi è ostacolato dalle transenne e dalle panchine di una delle squadre in campo.

Questa “distrazione” nella realizzazione dei vari settori dello stadio dimostra ancora una volta la disattenzione degli enti e/o associazioni preposte alla messa in opera e al controllo del rispetto della legge secondo cui “l’abbattimento delle barriere architettoniche garantisce la totale inclusione delle persone con disabilità all’interno della nostra società”, costringendo così le persone disabili a dover vedere la partita solo in TV, impedendo loro una reale partecipazione alla vita sociale delle comunità nelle quali vivono.

Perché il problema delle barriere architettoniche persiste ancora oggigiorno?

Fondamentalmente si tratta di un problema economico-politico-sociale di cui ne fanno spesso le spese i disabili stessi. Shawn, come tante altre persone disabili, cerca come può di entrare contatto con gli adolescenti nei diversi luoghi di aggregazione, per dimostrare loro che una persona con una disabilità fisica necessita solo di un aiuto in più nello svolgimento di determinate azioni quotidiane, e che dal punto di vista cognitivo-relazionale è come qualsiasi altra persona normodotata con vizi e virtù.

L’approccio al mondo della disabilità, specialmente quando essa è vistosa, viene ancora oggi percepita con diffidenza. Shawn e tanti altri come lui, proprio perché ben conoscono questa diffidenza, stanno combattendo, attraverso la propria testimonianza, affinché questa “visione” della disabilità, venga modificata grazie ad una partecipazione maggiore alla vita di tutti per arrivare ad una reciproca conoscenza che abbatta qualsiasi pregiudizio e/o timore.

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