Rosita, una mamma che lotta per i diritti di tutti

Pubblicato da: Andrea Bes Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 10 Novembre 2016

L’hanno definita “mamma coraggio”, ed è un soprannome che gli calza a pennello, ma Rosita Terranova è soprattutto una cittadina ed una mamma come tante, che lotta per veder riconoscere al proprio figlio quei diritti che, invece, gli vengono negati.

Madre di un ragazzo disabile è costretta ad occuparsi del figlio da sola o grazie all’aiuto di amici e dei genitori.

Quotidianamente, dovendo recarsi agli uffici sanitari con suo figlio, deve affrontare una miriade di ostacoli; gradini, micro barriere architettoniche, ascensori di dimensioni troppo ridotte per poter ospitare una carrozzina o che non arrivano al piano terra.

Però le barriere più toste che si trova di fronte sono quelle mentali.

Dall’inciviltà di chi parcheggia di fronte alle rampe a chi occupa gli appositi spazi adibiti al parcheggio disabili.

Ma soprattutto Rosita è lasciata sola dalle istituzioni, che ignorano le sue legittime richieste e negano al figlio quei diritti sacrosanti che gli spetterebbero in quanto cittadino Italiano.

Già perché quest’anno non potrà andare a scuola, nonostante sia stato iscritto regolarmente, in quanto il Comune non gli fornisce i mezzi necessari, ovvero il pulmino con pedana e l’assistente alla persona qualificato.

Inoltre, già prima di questo fatto, a seguito delle sue innumerevoli proteste, la risposta del primo cittadino è stata “… Ognuno porta la sua croce, prima o poi, su questa terra. …”. Spiegando poi all’inviato di Striscia la Notizia, che è intervenuta su segnalazione di una libera cittadina e non di Rosita, che era sua intenzione richiamarsi alle parole del Papa e del vangelo. Perché un problema, a suo dire, può essere utile per intraprendere un percorso di sofferenza per arrivare al bene.

Dunque i disabili dovrebbero gioire ed essere grati per la possibilità che gli viene data di intraprendere questo fantomatico percorso? Allucinante direi!

Ma tutto ciò non ha scoraggiato Rosita che, forte anche del clamore suscitato da Striscia la Notizia, dai suoi post e dal tam tam che ha diffuso in rete la sua storia, continua a battersi per se e per suo figlio e non smetterà finché non sarà riuscita ad ottenere ciò che gli spetta di diritto e, forse, anche a cambiare la mentalità di questo paese.

Devo fare una doverosa precisazione: ho omesso volutamente il nome della città in cui si svolgono i fatti perché, purtroppo, situazioni simili possiamo trovarle in tutta Italia. Il mal costume ed il menefreghismo non conoscono confini.

Ed è proprio per questo motivo che Rosita non si batte solo per se stessa ma per i tutti noi.

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