Romito e la cura dei disabili: l’antichità ci insegna

Pubblicato da: Paola Cabiaglia Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 16 Febbraio 2013

La cura dei disabili pare fosse una pratica diffusa sin dall’età della pietra. La bioarcheologia della sanità, quel ramo dell’archeologia che studia le abitudini sanitarie degli uomini primitivi per ricostruire la loro storia clinica, sostiene, stando ai ritrovamenti, che i nostri predecessori si prendevano cura dei disabili già dall’era del Paleolitico. Le recenti scoperte fatte nella “grotta del Romito”, situata nel parco del Pollino, e le analisi effettuate su reperti rinvenuti in altri siti archeologici raccontano episodi di vita quotidiana di grande valore umano.

grotta del RomitoNel caso della “grotta del Romito” ad esempio, la vicenda emersa in seguito ad accurate indagini scientifiche condotte su alcune ossa è quella di un giovane ventenne robusto e in salute, rimasto vittima di un trauma improvviso. Le analisi dicono che in conseguenza al trauma, forse causato da una caduta dall’alto, Romito subì uno schiacciamento delle vertebre e lesioni del plesso brachiale che lo portarono alla paralisi delle braccia. Sembra però che, pur impossibilitato a svolgere le sue attività abituali, il ragazzo avesse qualcuno che si prendeva cura di lui e continuò ad adoperarsi regolarmente facendo un lavoro utile per la comunità.

A illustrarci la storia di Romito è l’archeologo Fabio Martini dell’Università di Firenze, coordinatore delle ricerche in corso: “Le ossa delle gambe raccontano che rimaneva a lungo accovacciato, mentre i suoi denti, l’unica cosa sana e forte che gli era rimasta, mostrano segni di usura fino alla e questo fa pensare che li abbia usati per un lavoro: per masticare materiale duro come legno tenero oppure canniccio che altri, si può ipotizzare, avrebbero utilizzato per costruire manufatti come cestini o stuoie. Quelle lesioni non trovano nessun’altra giustificazione.

In base alle ricostruzioni degli esperti, Romito poté quindi contare sull’assistenza dei suoi cari e sulla tolleranza dei contemporanei che provvidero alle sue necessità fondamentali aiutandolo a nutrirsi e a curare l’igiene personale. Privato di tale sostegno non sarebbe sopravvissuto.

Le preziose testimonianze impresse nelle ossa dei nostri predecessori, risalenti al Neolitico e Paleolitico, raccontano cheRomito non fu un caso isolato di disabile a cui vennero garantite cure e assistenza. Questo importante fatto ci dimostra come sin dall’antichità la vita delle persone disabili era considerata degna di rispetto, in quanto i disabili erano ritenuti individui capaci di contribuire attivamente al benessere della società.
Paola Cabiaglia

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