Partono a Bologna i primi corsi per Assistenti Sessuali per Disabili

Pubblicato da: Serena Castaldi Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 17 ottobre 2017

Partono a Bologna i primi corsi per Assistenti Sessuali per Disabili

Anche se manca ancora una legge, LoveGiver parte con i corsi di formazione in “un atto di disobbedienza civile”

Abbiamo già trattato l’argomento diverse volte, soffermandoci proprio sull’importanza del progetto creato da Maximiliano Ulivieri e dal suo comitato LoveGiver, ma oggi abbiamo qualche importante novità.

Eh si, perchè oggi solo qualche settimana fa, abbiamo assistito a quello che si può descrivere come un vero e proprio atto di “disobbedienza civile”, che ha visto partire per davvero, a Bologna, il primo corso per assistenti sessuali per disabili.

 

 

Se ne parla ormai dal 2013, il progetto ha fatto rumore irrompendo in dibattiti tv, convegni, articoli e libri, ma nonostante le innumerevoli promesse della politica e l’attesa di una legge nazionale, non ha mai fatto nulla di concreto. Nonostante un disegno di legge transiti in Parlamento da tempo, quelle pagine non sono mai arrivate ad una commissione ed il progetto ha deciso di auto-organizzarsi, rischiando una denuncia per favoreggiamento della prostituzione.

Vengono definiti O.E.A.S. “Operatore all’emotività, all’affettività e alla sessualità delle persone con disabilità” hanno svolto il corso teorico con i docenti I docenti, Max Uliveri, Fabrizio Quattrini il presidente dell’Istituto italiano di sessuologia scientifica Fabrizio, Maurizio Nada, Judith Aregger assistente sessuale in Svizzera, l’avvocato Lorenzo Simonetti ed il dottor Rocco Salvatore Calabrò, ed ora sono pronti per il tirocinio presso famiglie ed associazioni,

 

“Lo scopo – ha spiegato Ulivieri – è permettere ai disabili di riscoprire il proprio corpo come fonte di piacere e non solo di sofferenza e disagi quotidiani, attraverso il contatto, l’accarezzamento, il massaggio, l’abbraccio,  l’accompagnamento alla masturbazione o anche semplicemente con la presenza, l’affetto e l’umanità”.

 

La sessualità delle persone disabili è in buona parte d’ Europa, un argomento sostenuto e finanziato dal servizio sanitario nazionale, ma non nel nostro paese dove è rimasta una vera necessità per le famiglie che vorrebbero che il progetto si concretizzasse e qualcosa di trascurabile per gli addetti ai lavori.

«In quattro anni abbiamo raccolto 2137 richieste, gran parte da parte di genitori di ragazzi con disabilità sia fisiche che cognitive. Ci sono madri costrette a masturbare i figli, altri ricorrono alla prostituzione. Spesso negli istituti di cura vengono somministrati dei calmanti. Sono storie tristi e gravi. Mi sono stufato di ascoltarle e non poter fare niente». 

Speriamo che questo corso sia il primo passo verso la risoluzione di un tema che è caro a tutti; e voi, cosa ne pensate?

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