Museo Benozzo Gozzoli, arte e professionalità per abbattere ogni barriera

Pubblicato da: Iacopo Melio Categoria: Non categorizzato, Scienza, Viaggi e Turismo Data di pubblicazione: 27 dicembre 2017

Museo Benozzo Gozzoli, arte e professionalità per abbattere ogni barriera

Abbiamo avuto il piacere di fare una lunga chiacchierata con Serena Nocentini, direttrice scientifica del Museo Benozzo Gozzoli di Castelfiorentino. La struttura, inaugurata nel 2009, già dal 2013 si è distinta per l’attenzione rivolta al mondo dell’accessibilità. Da qualche anno, infatti, sono stati attivati percorsi dedicati alle persone non vedenti e ipovedenti e anche ai soggetti con Alzheimer. Recentemente, grazie al contributo della Fondazione Ente Cassa Di Risparmio di Firenze, ha preso vita il progetto Museo for All, che mira ad effettuare un ulteriore passo in avanti in questa direzione e permettere a sempre più utenti di fruire delle opere esposte. Ecco cosa ci ha raccontato la direttrice…

Dottoressa Nocentini, come è nata l’idea di rendere il vostro museo il più possibile accessibile alle persone con disabilità?

Un piccolo museo sul territorio, situato al di fuori dei percorsi turistici di massa quale è il BeGo di Castelfiorentino, ha fatto nascere fin da subito la necessità di ripensarne il ruolo, tenendo comunque conto delle esigenze di tutela e conservazione del patrimonio in esso conservato. Per questo, dunque, abbiamo creduto anche e soprattutto di dover essere un museo “al servizio della società e del suo sviluppo” e di conseguenza di dover ascoltare le esigenze dei differenti ‘pubblici’, a cominciare dai residenti. Da sempre il Museo ha cercato e stimolato il coinvolgimento dell’intera comunità locale, interessando le scuole, le altre Istituzioni Culturali presenti – la Biblioteca comunale, la Società Storica della Valdelsa, il Teatro -, le Associazioni sociali, culturali e di volontariato e i commercianti, fino alle Case di Riposo per anziani.

Di recente ha preso campo il progetto “Museo For All”, grazie al quale sarà possibile espandere in maniera ancora più significativa l’offerta volta ad una maggiore inclusività: ce ne può parlare in maniera più dettagliata? A quali utenti è rivolta questa iniziativa?

Museo for All, già dal titolo, vuole ribadire le finalità del progetto: si rifà, appunto, al Design for All (in italiano Progettazione per tutti), la designazione internazionale con cui viene illustrata la progettazione di spazi e servizi, pensati accessibili nell’ottica dell’inclusione e delle esigenze dei differenti pubblici, al di là di un’eventuale condizione di disabilità. Giocando proprio sul titolo, dove abbiamo mescolato l’italiano con l’inglese, abbiamo voluto ribadire che siamo accessibili a tutti i nostri ospiti, i quali possono essere diversi fra loro per capacità culturali, motorie, sensoriali e cognitive. Il progetto, grazie al fondamentale finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, permetterà nel prossimo triennio di sviluppare e potenziare l’accessibilità del museo BeGo, da sempre sensibile alla condivisione del suo patrimonio e alla mediazione dei suoi contenuti, attraverso nuovi percorsi e impiegando nuovi strumenti e specifiche professionalità.

Quali sono i supporti (fisici, audio-visivi o di altro genere) che verranno messi a disposizione? Com’è avvenuta la formazione del personale che dovrà affiancare i visitatori?

Il museo BeGo è stato fin da subito progettato e costruito con gli adeguati criteri di accessibilità, intesa nella sua più ampia accezione, sia in termini di disabilità motorie e sensoriali, sia in termini di accessibilità culturale. L’accessibilità fisica alla struttura è completa, il superamento delle barriere architettoniche è garantito da un ascensore oleodinamico che collega i piani. Già dal 2009 i video proiettati al Museo e disponibili sul web, erano stati corredati di sottotitoli. Nel 2013 l’intera collezione museale, con le relative attività educative, sono state rese fruibili ai non vedenti e agli ipovedenti e il personale si è formato per sostenere visite tattili. Nel 2014, grazie ad un’iniziativa progettata dal museo Marino Marini e sostenuta dalla Regione Toscana, si è dato avvio a “Storie ad Arte”, un percorso specifico rivolto a un pubblico particolarmente fragile e a rischio emarginazione, quello delle persone con Alzheimer. Museo for All ci ha permesso di dotare il Museo di un’eccellente video-guida con linguaggio dei segni (LIS) e sottotitoli, i cui contenuti saranno divulgati anche in rete nella nuova piattaforma prevista dal progetto. Difatti è in corso di sviluppo il nuovo sito web del Museo, dinamico e ovviamente accessibile, che potrà essere gestito direttamente dal personale e implementato per la trasmissione di tutti i contenuti, affinché si possano intercettare le esigenze dei pubblici e di conseguenza possa diventare uno strumento propedeutico per le attività che si svolgono al Museo. La nostra ambizione è che il nuovo sito possa diventare un contenitore di buone pratiche, con la finalità di consentire la condivisione e lo scambio dei nostri progetti di accessibilità, soprattutto con altre realtà del territorio dove potranno essere replicati. L’offerta didattica è stata incrementata con un nuovo percorso per rendere il patrimonio fruibile a persone con disabilità intellettiva e con disturbi dello spettro autistico. Grazie a Museo for All abbiamo potuto aderire al progetto sperimentale nazionale “Musei per Tutti” finanziato da Fondazione De Agostini e ideato e realizzato dall’associazione l’Abilità Onlus di Milano. Proprio il 17 gennaio pv ci sarà una seconda sperimentazione dove testeremo i materiali prodotti, che saranno disponibili poi sul nostro nuovo sito. Infine, per quest’anno, abbiamo potenziato il nostro programma dedicato alle persone con Alzheimer e a chi si ne prende cura, Storie ad Arte, sperimentando un percorso che ha visto la partecipazione e il supporto a titolo gratuito dell’artista toscano di fama internazionale Marco Borgianni. Un lavoro di ricerca, originale e in parte inedito, che ci ha visto cooprogettare l’esperienza insieme: artista, direttore, Alice Vignoli e Stefania Bertini dei servizi educativi del Museo con Silvia Melani, animatrice geriatrica che da anni lavora, anche in contesti museali, con le persone anziane fragili e chi se ne prende cura. Ci siamo poi avvalsi del prezioso supporto di Miriam Mandosi, che si sta occupando del monitoraggio e della valutazione del progetto. Il progetto sarà ‘restituito’ alla cittadina di Castelfiorentino con una mostra, che sarà allestita il prossimo febbraio nelle sale del BeGo. Con il prossimo biennio valorizzeremo e renderemo accessibile il patrimonio artistico, paesaggistico e antropologico lungo l’itinerario (circa 4 km) che parte dal museo BeGo e raggiunge l’antica cappella viaria posta lungo la via Francigena – nella variante di fondovalle – dove erano originariamente collocati gli affreschi di Benozzo Gozzoli e dove ancora oggi si possono ammirare le sinopie restaurate. Una sfida museologica, perché propone un nuovo ruolo del museo sul territorio e museografica, perché impone nuove forme di studio e ricerca dove sarà di fondamentale importanza il coinvolgimento dei differenti pubblici, una concreta opportunità di audience engagement. Concluderemo poi con un evento finale per la valorizzazione, diffusione e restituzione dei risultati attraverso la mostra “Il Rinascimento accessibile”, che già dalla sua progettazione terrà conto dell’accessibilità a 360°, per ribadire che anche un piccolo museo può dare il proprio contributo all’attuale museologia. Il progetto Museo for All è stato perseguibile grazie e soprattutto alla presenza interna di un Dipartimento dei Servizi Educativi, dove operano con professionalità, sensibilità ed entusiasmo Alice Vignoli e Stefania Bertini. Alice e Stefania si sono formate e continuano costantemente ad aggiornarsi per progettare e svolgere visite e attività didattiche a più livelli e per i vari tipi di pubblico. Tali capacità si traducono in qualità e serietà, elementi peculiari perseguiti con tenacia e costanza dalla Direzione scientifica e sostenuti dal Comune di Castelfiorentino e dalla Fondazione Teatro del Popolo, che da sempre hanno creduto e sostenuto l’accessibilità del Museo.

Quando avranno inizio i nuovi percorsi e quale sarà la loro frequenza?

Alcuni percorsi sono stati già avviati e si svolgono almeno una volta al mese, ma la peculiarità dei nostri percorsi è soprattutto quella di poter essere svolti in autonomia e soprattutto di non essere esclusivi per certe categorie, ma piuttosto di essere inclusivi e dunque di supporto per tutti, for All appunto!

Il progetto rappresenta sicuramente un’iniziativa innovativa per rendere fruibile l’arte alle persone con disabilità: avete ricevuto manifestazioni di interesse da parte di altri musei interessati a replicare in tutto o in parte la vostra esperienza?

Già dal 2016, grazie ad un contributo della Regione Toscana, si è dato avvio al progetto Musei per l’Alzheimer, un ampliamento della rete con l’estensione della partecipazione ad altre strutture che operano nel campo dell’assistenza alle persone con Alzheimer e il coinvolgimento di alcuni dei musei che fanno parte del Sistema Museale della Valdelsa Fiorentina, facendo del BeGo il riferimento avanzato per l’accessibilità per il territorio dell’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa. Il progetto proseguirà anche il prossimo anno con il coinvolgimento di altri musei che fanno parte del Sistema Museale della Valdelsa Fiorentina, allargandolo ad alcune delle biblioteche presenti sul territorio. Negli ultimi tempi, in generale, si è attivato un forte interesse sull’accessibilità museale e se da una parte sono molto soddisfatta, dall’altra mi suscita qualche perplessità. Il tema dell’accessibilità è ovviamente una materia particolarmente sensibile, dove senza dubbio non ci può improvvisare esperti, ma soprattutto si deve essere obiettivi nel riconoscere che troppo spesso i musei non hanno un dipartimento per i servizi educativi e più in generale sono carenti di personale stabile e qualificato nell’ambito dell’educazione e della mediazione al patrimonio.

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