Il mio corpo non può frenare la mia motivazione

Pubblicato da: Alessio Giardini Categoria: #AleBlog Data di pubblicazione: 23 Ottobre 2017

Ho sempre pensato che essendo una persona affetta da una disabilità, avrei dovuto realizzare qualcosa di grande che potesse valorizzare la mia persona all’interno della società. Sin da bambino sono sempre stato un sognatore ed ho sempre affrontato ogni situazione con grinta, questo mi ha portato sempre a visioni ed obiettivi ambiziosi.
Per raggiungere le mie aspirazioni e i miei desideri ho dovuto lottare con tanta passione e costanza, mattone dopo mattone.

La motivazione per una persona disabile

La Motivazione è l’energia che ci da la linfa per svegliarci ogni mattina ed affrontare in maniera produttiva la giornata con uno scopo.
La motivazione per una persona disabile è ancora più importante in quanto oltre alle normali problematiche ci troviamo ad affrontare la vita con un grado maggiore di difficoltà. Proprio per questo è necessario essere aperti a nuove esperienze, e aggredire ogni possibilità.

Ogni traguardo è un successo

Nella mia vita ho sempre sperimentato, ed è capitato anche di sbagliare e cadere. Mi sono sempre rialzato, ogni sconfitta mi ha reso è più forte. Con gli errori ho avuto la possibilità di imparare e di migliorarmi.
Non avrei mai potuto pensare ad un altro stile di vita. Amo vivere la vita da protagonista, non sarei potuto diventare succube della mia disabilità. Ogni piccolo traguardo è stato un fantastico successo.
Tutto questo mi dà la forza per pormi nuovi obiettivi e lavorare costantemente per raggiungerli.

Smetti di rimandare e incomincia a dire “SI”

Molto spesso le persone disabili non riescono a trovare una strada che li soddisfi. Consiglio di riflettere se continuare a vivere una vita in panchina, continuando a lamentarsi di tutte le problematiche della disabilità e sociali oppure iniziare veramente a vivere.

Se aspetti che il mondo si adegui alle tue esigenze, prima di poter iniziare a vivere, aspetterai invano. Ogni giorno che rimandi è un giorno perso e delle occasioni sprecate.
Smetti di rimandare e incomincia a dire “SI” quando ti si presenta un’opportunità oppure creala. Un amico ti invita a bere un caffè? accetta, Ti invitano a vedere una partita? accetta. Essere propositivo, curare ed accrescere le relazioni aiuta alla tua motivazione.

Concludo questo post Chiedendoti il tuo parere su questo tema, vorrei capire dove trovi la tua motivazione?…


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    JOB Walker è un deambulatore che consente alle persone con disabilità temporanea o permanente di camminare su terreni difficili come sabbia, ghiaia, neve o prati. Tutto questo è possibile grazie alle soluzioni innovative brevettate dalla Neatech srl, come le ruote in materiale plastico a deformazione controllata e il telaio in lega leggera.

    JOB Walker è un prodotto dal design fresco ed estivo. Le ruote non affondano sulle superfici morbide, mentre il materiale utilizzato per il telaio garantisce un’alta resistenza alla corrosione salina e agli sforzi di flessione causati dall’appoggio e dalla spinta di avanzamento dell’utilizzatore.

    JOB Walker è adatto anche per quelle persone con problemi di mobilità legati all’età, che desiderano camminare anche su suoli soffici e irregolari impossibili da affrontare con i deambulatori tradizionali. Le ruote assicurano, infatti, sempre la maggior superficie possibile di contatto col suolo, permettendo una deambulazione sicura in qualsiasi contesto ambientale e in tutte le stagioni.

    La seduta ribaltabile di JOB Walker consente all’utilizzatore di sedersi per brevi soste durante il percorso, per riposarsi o anche semplicemente per godersi il paesaggio. Lo schienale e la seduta sono realizzati in un tessuto molto resistente che si asciuga rapidamente senza incorporare granelli di sabbia.

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    Questo pratico modello di posate garantisce di poterle appoggiare sul tavolo, l’apposito distanziale garantirà che la posata non vada a contatto con la superficie del tavolo.

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  • Limiti. Cronaca riflessa di un viaggio «gamba in spalla» di Roberto Bruzzone

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    Roberto Bruzzone, noto ai più come Robydamatti, il camminatore con la gamba in spalla, è un giovane uomo che qualche anno fa, a seguito di un incidente in moto, ha perso una gamba, ma non per questo ha smesso di scalare montagne e di camminare per il mondo.

    Al rientro dalla sua ultima avventura – 2.000 chilometri di strade e sentieri sulle tracce degli Inca, tra Perù e Bolivia – ha mostrato il suo diario di viaggio all’amico Federico Blanc, anch’egli paratleta, e insieme hanno deciso di trarne un libro emozionante e divertente, in cui ci raccontano in modo pragmatico e non retorico come un disabile, pur faticando a ritrovare se stesso, possa gradualmente riappropriarsi della propria vita e contagiare il prossimo con il suo entusiasmo.

    Un libro che, parlando di dislivelli superati, eventi atmosferici e incontri inaspettati, può dare a tutti noi una gioiosa lezione sulla differenza che passa fra vivere e sopravvivere.

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  • Siblings. Crescere fratelli e sorelle di bambini con disabilità di Andrea Dondi 

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    Nell’esperienza quotidiana di una famiglia con un figlio con disabilità, tra impegni di cura e accompagnamento, a volte è difficile dare spazio agli altri figli. I siblings vivono un’esperienza di crescita che può essere a tratti faticosa, in una chiamata implicita a essere responsabili, indipendenti, sempre comprensivi. Questo libro si propone di dare loro voce, aiutando i genitori a cogliere, nelle diverse fasi di crescita, l’enorme ricchezza del loro sguardo sulla disabilità (e il modo in cui questa li sta forgiando), ma anche a combattere alcuni pericoli, come l’eccessiva solitudine o la paura del futuro. Attraverso la pluriennale attività di Fondazione Paideia e le più importanti esperienze internazionali sui fratelli sani di persone con disabilità, questo è il primo volume in Italia a offrire ai genitori un percorso sui temi educativi e affettivi centrali nella vita di tutti i figli.

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Comments (9)

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    Giuseppe Mele in arte PGU rispondere

    Nella vita non bisogna mai arrendersi, anche se ci sono gli ostacoli bisogna sempre lottare e senza piangersi addosso perchè grazie alle difficoltà capiamo il senso e l’essenza della vita. Molte volte la disabilità può dare una spinta una forza e coraggio a chi invece non vuole lottare per affrontare la vita pur non essendo disabile. In alcune circostanze donando un sorriso, un abbraccio, una carezza vale più di mille parole.

    24 Ottobre 2017 a 16:15
  • Andrea Bes
    Andrea Bes rispondere

    Ciao Alex. Concordo pienamente con ciò che hai scritto. Ci conosciamo tramite DisabiliNews e apprezzo la tua caparbietà e coraggio nel cambiare tutto (vita, paese, lavoro) e rimetterti in gioco.
    A riprova di ciò che dico voglio copiare di seguito uno stralcio del brano “Questione di carattere”, dove parlo di te, tratto dal mio libro “La battaglia contro il nulla”: “… E poi c’è Alex, che è volato in Germania per poter trovare un paese più attento ai diritti e ai bisogni dei disabili. E lì ha dato vita ad un sito web che mette in contatto domanda e offerta di nuovi prodotti, strumenti e tecnologie disponibili sul mercato, oltre a pubblicare news e rubriche di vario genere. Attento alle nuove tendenze, non ha paura ed è sempre pronto a lanciarsi in nuove iniziative; come #LiveYLife, un grande sogno tramutato in progetto: dare ai disabili di tutta Europa la possibilità di farsi sentire come un’unica grande voce. Beh che dire, ci vuole tanto coraggio per mollare tutto e partire. Non so se io potrei farcela …”

    24 Ottobre 2017 a 17:10
    • DisabiliNews Redazione
      DisabiliNews Redazione rispondere

      Grazie mille Andrea, il tuo commento mi fa molto piacere e mi sprona a continuare a fare di più. Un abbraccio!

      24 Ottobre 2017 a 17:14
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    Luigi canala rispondere

    Carissimo ti ringrazio di usare questa nuova forma di comunicazione blog,ho letto articolo motivazione ho fatto un giro sugli argomenti che proponi.
    Ma di te dici poco, ok per divertirsi e uscire insieme e parlare di economia, di auto, ma che lavoro fai, ti piacerebbe lavorare in questo settore onlain, ti interessa il cinema, ti interessa mettere su famiglia, un Si PER INCONTRARCI e parlare e bere un buon vino, programmare una crociera con tutte belle ragazze che ballano e fanno fittnes…..

    24 Ottobre 2017 a 17:11
    • DisabiliNews Redazione
      DisabiliNews Redazione rispondere

      Ciao Luigi, ben ritrovato! Grazie per il tuo commento. Mi fa piacere che il nuovo stile BLOG che sto intraprendendo ti piaccia. E` una nuova sfida a cui devo ancora abituarmici. Ho programmato una scaletta di argomenti molto interessanti e più personali. Spiegherò in dettaglio la mia vita in Germania, il mio Lavoro, le Cure che faccio per tenermi in forma e tantissimo altro. Qui rimando l’appuntamento al prossimo articolo!…

      24 Ottobre 2017 a 17:38
  • Iacopo Melio
    Iacopo Melio rispondere

    Pienamente d’accordo con te. Quello che dobbiamo far capire è che certi limiti esistono davvero nelle nostre teste e basta. Piangersi addosso o autocommiserarsi è il primo passo per entrare in un vortice di negatività che non fa bene a nessuno, tanto più alla società stessa alimentando a nostra volta pregiudizi e luoghi comuni. D’altra parte gli altri ci vedono come noi vogliamo che ci vedano, soprattutto: quindi diamoci una scossa. 😉

    24 Ottobre 2017 a 17:16
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    Luigi canala rispondere

    Leggendo anche il commento di Andrea, la Germania e favolosa , Hannover la fiera eletronica, case agibili e molto altro, quindi io ti do una mano..

    24 Ottobre 2017 a 17:18
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    Ivana cenedese, Via Belloni 12 - 15121 Alessandria (AL) tel 327/9908500 rispondere

    Sono disabile ed ho 65 anni. Ciò che mi wsalva è il mio amore per l’arte che mi dà anche un’idea di futuro e non solo di passato. Principalmente ho amato scrivere, ma le mie dita si rifiutanodi seguire i miei pensieri e pe3rciò mi disamoro con le battiture. Ho riprespo a dipingere, perchè anche se le dita sono un po’ accartocciate è fondamentalmente la mano che le guida.
    Vorrei creare nella mia città(Alessandria) un piccolo centro in periferia perchè ne esiste uno solo nel centrpo città e ci vanno i disabili motorizzati o quelli che riescono a spingersi manualmente. Il mio sogno è che vengano realizzate gite (anche a pagamento per rivedere il mare, anche da lontano, un po’ di vallate, un po’ di mondo e un salto nelle città d’arte dove io mi perdo.)

    26 Ottobre 2017 a 10:22

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