Ministero abolisce la figura di psicologo ospedaliero

Pubblicato da: DisabiliNews Redazione Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 11 Aprile 2013

Il Ministero della Salute ha abolito la figura di psicologo ospedaliero, una decisione al momento definitiva che, oltre a mobilitare la denuncia da parte dell’ordine degli psicologi, nove società scientifiche e altre associazioni impegnate nella tutela dei malati, causerà gravi scompensi al sistema sanitario nazionale. Il provvedimento attuato del ministero pare non abbia fondamenti economici in quanto la figura di psicologo ospedaliero è stata finora finanziata nella maggior parte dei casi proprio dalle associazioni dei malati. Il servizio di assistenza psicologica rappresenta infatti la terza voce di spesa sostenuta personalmente dai cittadini senza l’appoggio del sistema sanitario nazionale.

L’indiscussa importanza delle attività di sostegno e assistenza psicologica fornita dagli psicologi ospedalieri è ampiamente documentata dagli enti che operano nel sociale e in concomitanza al settore sanitario. La figura dello psicologo ospedaliero ha l’incarico di prendersi cura degli aspetti più delicati della vita delle persone malate o costrette al ricovero: il suo ruolo contribuisce non solo a facilitare la comunicazione tra il personale ospedaliero e i familiari del paziente, spesso considerati come una presenza problematica, ma egli si occupa anche di ridurre lo stress e il disagio psicologico del malato stesso, in quanto può operare in favore della sua preparazione psicologica nell’affrontare interventi, terapie o percorsi riabilitativi, nonché offrirgli sostegno emotivo in momenti di particolare difficoltà.
Com’è noto, lo stato mentale di una persona influisce profondamente sulle sue capacità di guarigione e sul suo benessere psico-fisico al punto da condizionarne i processi biologici. Secondo studi condotti di recente “lo stress psicologico aumenta del 40% il tempo di guarigione delle ferite chirurgiche, mentre una breve tecnica antistress migliora i decorso postoperatorio con tre giorni di degenza in meno”. A fronte di questi dati la decisione di abolire la figura dello psicologo ospedaliero non trova valida motivazione in quanto peggiorerà l’efficienza dei servizi per la salute e la condizione dei pazienti, ripercuotendosi negativamente sul bilancio sanitario.

Per comprendere appieno quali siano i meccanismi che davvero incidono sull’aumento dei costi della sanità e perché gli addetti affermino che la mancata presenza degli psicologi in ospedale costituirà un ulteriore problema, vi sono diversi fattori da considerare: in molti dei nostri ospedali si pretende che il personale medico e gli infermieri lavorino in condizioni analoghe a quelle degli operai di fabbrica e viene loro imposto di adottare un approccio al paziente e alla sua malattia che priva di dignità la persona ricoverata, in quanto si procede alle cure come se ci si trovasse di fronte a “corpi da riparare”, quasi a considerare il paziente alla stregua di una macchinario da aggiustare. E’ abbastanza frequente che tra le motivazioni di cause legali intentate contro gli ospedali figurino proprio il risentimento dei pazienti, per mancanza di tatto adottato nei loro confronti, o gli errori commessi da personale ospedaliero precedentemente sottoposto a stress.

Tutto ciò convalida l’ipotesi che il Ministero della Salute, con questa irragionevole decisione, stia infliggendo un serio colpo di grazia al sistema sanitario italiano.

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