Mezzi pubblici accessibili: COTRAL Lazio condannata

Pubblicato da: Paola Cabiaglia Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 2 Gennaio 2013

Proseguono le vicende inerenti i mezzi pubblici accessibili extraurbani della COTRAL in Lazio, dove solo un autobus su 10 è munito di pedana. La condanna emessa dalla Prima Sezione Civile del Tribunale di Roma è chiara: COTRAL Spa, azienda che gestisce il trasporto pubblico extraurbano laziale, deve mettere a disposizione degli utenti disabili sufficienti mezzi pubblici accessibili sulla tratta Roma – Genazzano.

La sentenza, datata 11 ottobre 2011, imponeva alla società di trasporti pubblici di adeguarsi al provvedimento entro 60 giorni, ma ancora oggi la situazione non è migliorata. A parlare sono i numeri: su 1782 autobus delle linee COTRAL, solamente 180 hanno la pedana per i disabili ma “da questo 10% bisogna poi escludere i mezzi pubblici accessibili in cui le rampe non funzionano” specifica l’avvocato Alessandro Bardini di Fiaba (Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche).

La denuncia è partita da un episodio successo lo scorso 14 aprile, quando Esharef, un invalido al 100% costretto sulla sedia a rotelle, ha telefonato al numero verde per prenotare il trasporto fino a Genazzano sentendosi rispondere che purtroppo non erano disponibili mezzi pubblici accessibili ai non deambulanti. Il giudice ha pertanto condannato la società COTRAL a risarcire al disabile i danni morali causati da un comportamento indirettamente discriminatorio.
Per il giudice, infatti, è stato violato il principio della parità di trattamento e delle pari opportunità delle persone diversamente abili tutelato dalla legge 67 del marzo 2006. In base a tale legge il principio di parità di trattamento comporta che non può essere praticata alcuna discriminazione in pregiudizio delle persone con disabilità. La discriminazione, pertanto, si verifica già quando un disabile viene posto in posizione di svantaggio rispetto ad altri, come nel caso di Esharef.I legali del disabile dichiarano che “la COTRAL Spa non ha provveduto in alcun modo a rendere i pullman accessibili, ledendo in questo modo l’autostima del soggetto e costringendolo ad umiliarsi mendicando l’aiuto dei passanti per salire sul mezzo o, in alternativa, a fare a meno del servizio pubblico“.
Eppure, in ottemperanza alla legge 104 del 1992 la pubblica amministrazione sarebbe obbligata a omologare gli autobus e i mezzi di trasporto pubblici garantendone l’accessibilità a persone diversamente abili, come del resto prescrive la Convenzione ONU sui diritti dei disabili, adottata nel nostro Paese dal 2009.
Abbiamo avuti tre incontri con l’azienda di trasporto regionale, ma finora non è stato risolto il problema – dichiara Bardini – ci sentiamo veramente presi in giro. Per questo motivo, arrivati a questo punto, faremo mettere in esecuzione la sentenza“.Intanto i giudici hanno confermato la sentenza anche in secondo grado, respingendo perentoriamente il reclamo presentato da COTRAL, poichè a detta del tribunale la condotta discriminatoria emerge in modo indiscutibile.Il fatto che un contribuente si trovi costretto a sporgere denuncia per simili inefficienze del sistema di trasporti pubblici italiano costituisce un’onta inaccettabile. Ci si augura che in seguito al caso Esharef la negligente gestione amministrativa regionale del Lazio rimedi al più presto a risolvere le falle ancora esistenti in materia di servizi al cittadino.
Paola Cabiaglia

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