L’arte pasticcera diventa accessibile ai non vedenti

Pubblicato da: Andrea Bes Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 13 giugno 2016

Corso di pasticceria per disabili visivi. Si è da poco concluso il corso di pasticceria per persone con disabilità visiva, organizzato dal Comitato Pari Opportunità UICI Torino e svoltosi presso il centro di formazione professionale Engim Artigianelli di Torino.

I dieci iscritti al corso – nella foto davanti alle loro “creazioni culinarie” e con in mano l’attestato di fine corso – hanno seguito cinque lezioni di pasticceria, della durata di quattro ore ciascuna, che avevano l’obbiettivo di fornire le basi per la preparazione casalinga dei dolci. Il tutto utilizzando gli strumenti che si trovano in una normale cucina, fatta eccezione per la bilancia parlante, strumento indispensabile per conoscere le misurazioni esatte anche da chi non vede.
Insegnante del corso, la chef Romina Baratta, alla sua prima esperienza con un gruppo di disabili visivi, esperienza che si è rivelata molto positiva. Grazie anche alle buone abilità manuali dei partecipanti, le lezioni si sono svolte con grande naturalezza e, a detta di chi ha potuto assaggiare i “prodotti finiti”, i risultati sono stati decisamente soddisfacenti.
I partecipanti si sono cimentati nella preparazione di varie ricette, imparando la tecnica dell’impasto, della lievitazione e della farcitura e ottenendo così molte prelibatezze tra le quali bignè, meringhe e torta Sacher.

Dunque è stato dimostrato che, con i giusti accorgimenti, l’arte pasticcera può essere pienamente accessibile ai disabili visivi.
«Non è la prima volta che ci avviciniamo a percorsi di questo genere. Nel 2014 avevamo organizzato un corso di cake design, l’arte di decorare i dolci, che era stato molto apprezzato. Da qui la decisione di proseguire con nuove iniziative» ricorda Titti Panzarea, vicepresidente UICI Torino e referente Comitato Pari Opportunità, «molti tra i nostri soci sono appassionati di arte culinaria e da tempo hanno trovato strategie per cucinare in autonomia, senza correre rischi. Dunque le occasioni per imparare nuove ricette e affinare la tecnica sono sempre gradite. Fondamentale è anche l’aspetto umano: i dolci si condividono, diventano un pretesto per incontrarsi».

La soddisfazione è grande tra i partecipanti, i quali sperano in una seconda edizione, e i commenti molto positivi.
Come racconta Elisabetta Barsotti, una dei dieci partecipanti al corso: «Ho già potuto mettere in pratica alcuni suggerimenti. Le mie crostate per la colazione sono nettamente migliorate. In queste settimane abbiamo lavorato bene, con una buona coesione di gruppo».
Anche un altro partecipante, Christian Bruno, esprime la propria soddisfazione: «Mi ha fatto piacere ricevere anche alcuni consigli sulla decorazione dei dolci. Noi siamo disabili visivi ma ci confrontiamo con un mondo di vedenti, nel quale, com’è naturale, l’occhio vuole la sua parte. Credo che questa esperienza sia stata un arricchimento per tutti: per noi, che abbiamo imparato molto, e per la docente, che ha scoperto come gestiamo la manualità e come affrontiamo alcune situazioni quotidiane».

Inoltre in seguito al corso è nato anche un gruppo su WhatsApp che i partecipanti usano per scambiarsi ricette e consigli.

L’UICI esprime grande soddisfazione per il risultato ottenuto, ritenendo di aver contribuito ad abbattere l’ennesimo muro e a compiere un altro piccolo ma prezioso passo nel cammino dell’integrazione.

a cura di Andrea Bes

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