Kenya: una riforma a favore degli alunni disabili

Pubblicato da: DisabiliNews Redazione Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 29 Ottobre 2013

Per individuare grandi linee le disparità di trattamento e i progressi effettuati dai continenti in materia di accessibilità e disabili abbiamo dato uno sguardo oltre confine e siamo incappati in una notizia che teniamo riportare. Mentre in Europa e in America non cessano le diatribe sulle priorità nazionali e su quanti fondi sia giusto destinare a nuovi servizi che migliorino la qualità di vita dei disabili, in Kenya, paese non certo esente da problemi, qualcuno lavora piene mani in tutela dei loro diritti.

Stiamo parlando di Jacob Kaimenyi, professore kenyota che dal giorno della sua nomina a Ministro dell’Istruzione, avvenuta il 25 aprile scorso, ha portato avanti l’incarico affidatogli con grande serietà e senza fermarsi un istante. In pochi mesi Kaimenyi ha stilato una succulenta lista di interventi da effettuare nel settore dell’istruzione, ritenuti indispensabili allo sviluppo del paese. Tra questi compare anche una proposta di riforma del sistema educativo, un’importante riforma a favore degli alunni disabili.

La faccenda è controversa, in quanto il Ministro fa notare che in Kenya si è consolidata la tendenza a consentire ai disabili di frequentare i corsi di studi inferiori a tutte le età pur di non finanziare opere di ammodernamento delle strutture scolastiche o aumentare la qualità dei percorsi didattici. Questo modo di procedere rappresenta un’arma a doppio taglio perché se da un lato il governo finge accondiscendenza, tolleranza e interesse nei confronti degli alunni disabili, apparentemente liberi di scegliere “se e per quanto” frequentare la scuola, dall’altro si rimanda l’attuazione di una riforma del sistema dell’istruzione che sarebbe realmente utile per il benessere di questi studenti.

Kaimenyi parte dal presupposto che “gli alunni disabili, seppur necessitino di maggiori attenzioni, sono altrettanto intelligenti” e precisa che nessun provvedimento preso in loro favore deve diventare motivo di discriminazione o contribuire al loro isolamento dalle attività comuni: “dobbiamo stare molto attenti a non segregare i disabili e dobbiamo smettere di proporre loro contesti creati con l’intento di aiutarli ma che in realtà nuocciono ai loro interessi”, dice il Ministro.

Kaimenyi vuole infatti estendere di due anni, oltre gli otto attualmente obbligatori, il permesso di frequenza degli alunni disabili alla scuola primaria e ha invitato il governo a considerare la possibilità di concedere agli studenti disabili più tempo per prepararsi agli esami. Ma ha anche portato alla luce la necessità che il governo ponga un limite alla propria negligenza in materia di accessibilità e barriere architettoniche.

La maggior parte degli studenti affetti da deficit visivi, uditivi e diversi altri portatori di handicap fisici non sono né meno dotati intellettivamente né tantomeno stupidi, hanno solo l’esigenza trovare un ambiente didattico adatto e che la scuola metta a loro disposizione alcuni strumenti ausiliari. E’ unicamente l’assenza di questi accorgimenti particolari che rende difficile il loro percorso di studi. Non avrebbero davvero bisogno di anni di scuola in più se la scuola si adeguasse alle loro necessità fornendogli appropriate infrastrutture e servizi.

Al contempo, il nuovo Ministro kenyota propone l’introduzione di programmi speciali atti a tutelare quei bambini sordi e ciechi effettivamente bisognosi di maggior sostegno. “Questi alunni – spiega – dovrebbero poter contare su percorsi scolastici appositamente dedicati e avvalersi di insegnanti qualificati che garantiscano loro la miglior istruzione possibile”, e aggiunge “molti bambini portatori di handicap fisici non hanno bisogno di scuole speciali ma possono aver bisogno di servizi speciali in loco, come rampe e servizi igienici per disabili. E potrebbero inoltre aver bisogno di sussidi finanziari per frequentare la scuola qualora fossero impossibilitati a raggiungerla a piedi.”

Sono questi gli obiettivi su cui il Kenya lavorerà. Abbandonerà gradualmente l’abitudine di favorire gli alunni disabili ripiegando sul solo debole rimedio di dar loro più tempo, e inizierà a mobilitarsi per l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’inserimento di nuovi programmi, smettendo di negar loro i servizi di cui hanno veramente bisogno.

La proposta del nuovo Ministro dell’Istruzione ha incontrato ampi consensi. Ora sta al governo trovare le risorse che nei prossimi anni renderanno finalmente accessibili ai disabili le scuole nazionali.

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