Nuovo ISEE: Dopo la Sentenza del Tar il Governo prova a porre rimedio

Pubblicato da: Andrea Bes Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 13 Maggio 2016

Ma Cosa Ci Aspetta Ora?… La vicenda ISEE sembra giungere finalmente al capolinea. Infatti il Consiglio dei Ministri, in data 3 maggio, attraverso un emendamento che è stato inserito nel Decreto Legge 42/2016, ha modificato il calcolo dell’ISEE, correggendo la normativa tenendo conto di quanto stabilito dai giudici del Tar del Lazio e del Consiglio di Stato.

L’emendamento prevede che le indennità per disabili non concorreranno più alla formazione del reddito per quanto concerne l’ISEE. Questo riguarda tutte quelle famiglie che hanno nel proprio nucleo soggetti con disabilità ed invalidità e che, per tali ragioni, percepiscono un’indennità. Tali indennità non saranno più da inserire nella DSU con cui si richiede l’ISEE, dunque non aumenteranno più il reddito del nucleo familiare facendo si che il titolare delle stesse potrà tornare ad usufruire di alcune agevolazioni che fino ad oggi, a fronte dell’aumento del reddito dovuto all’equiparazione delle indennità a tutti gli altri prodotti dalla famiglia, non percepivano più.
Ma veniamo ora all’altro lato della medaglia.

In primo luogo era auspicio di tutti che il Governo, oltre ad intervenire su determinati sussidi ai disabili, includesse nell’emendamento tutte le indennità assistenziali a qualunque titolo corrisposte da Enti Pubblici. Cosa che invece non è avvenuta, tutte le altre forme di sussidio diverse da quelle relative alle disabilità continueranno ad essere inserite come ricchezza nella dichiarazione dei cittadini. Quindi, indennità come il reddito minimo, sussidi agli indigenti, assegni di povertà ed altre forme di aiuto a soggetti in difficoltà continueranno a concorrere alla formazione del reddito delle famiglie per l’ISEE.

In secondo luogo l’emendamento cancella anche tutte le franchigie e la possibilità di detrarre le spese assistenziali o di ricovero in struttura, introducendo, al loro posto, una maggiorazione della scala di equivalenza pari a 0,50 per tutti, indipendentemente dalla gravità della disabilità, riportando la situazione al precedente ISEE del 1998.
In sostanza il Governo si è limitato ad una rigida applicazione delle sentenze, cosa che, tra l’altro, va incontro ai timori della Ragioneria dello Stato la quale sostiene che, applicando meramente le sentenze, vi sarebbe un aumento imponderabile della spesa pubblica.

Dunque il nostro Governo, obbligato da una sentenza del Tar del Lazio, per risolvere il problema ci ha messo una pezza, senza però preoccuparsi minimamente di cercare di evitarne di simili in futuro.
C’è da chiedersi quando, finalmente, le istituzioni italiane rivolgeranno la loro attenzione al mondo della disabilità per dare ad esso il sostegno che merita, il tutto senza originare dubbi, incertezze e, soprattutto, confusione.

a cura di: Andrea Bes

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