Il gioco all’aperto è fondamentale per i bimbi, ma perchè?

Pubblicato da: Serena Castaldi Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 29 Settembre 2017

 

Nella attuale generazione, la maggior parte dei bambini, purtroppo, ha poco spirito di iniziativa, si annoia, passa il pomeriggio a casa, spesso davanti a tablet e tv, perdendo così quel mondo meraviglioso e stimolante che è il gioco all’aperto.

I bambini di oggi non sanno cosa siano “strega comanda colore”, “la campana” e “l’elastico”, non hanno mai saltellato nelle pozzanghere, mangiato neve e non amano sporcarsi e bagnarsi.

Questo non perchè non esistano strutture di gioco nei quartieri di appartenenza, accanto alle scuole, nelle aree residenziali o perchè non ci sia in famiglia qualcuno che possa accompagnarli, ma semplicemente perchè i genitori di oggi non hanno tempo, voglia e non amano l’idea che il proprio figlio possa sporcarsi o farsi male, senza considerare il danno implicito che queste azioni comportano.

Il bambino disabile ha bisogno di aree gioco accessibili ed inclusive, deve essere accompagnato e monitorato, ma tutto quello che viene descritto in questo articolo vale per ogni bambino, sia esso normodotato o meno.  Il gioco all’aperto è fondamentale per tutti bambini, che devono imparare a socializzare, giocare in gruppo, confrontarsi e soprattutto sporcarsi e condividere, senza pensare alle conseguenze!

Nella nostra infanzia, nell’infanzia di chi ha superato i trent’anni i ricordi migliori sono proprio quelli delle giornate al parco, sull’altalena, imparando ad andare in bici, con le ginocchia sbucciate e la merenda condivisa all’aria aperta dopo scuola.

I nostri figli non conoscono l’equilibrio, la coordinazione e lo sforzo fisico, perchè non sanno più scavalcare un muretto o salire su un albero, proprio perchè è più semplice e meno faticoso concedere loro un monitor, dove restare passivi, silenziosi e puliti.

 

 

Si sente spesso dire che sono proprio i bambini a non mostrare interesse verso le attività all’aperto, ma in questo come in altre cose che non conosce il bambino va spronato e spinto a sperimentare, sviluppando in lui il desiderio di esplorazione, la curiosità verso la natura e la condivisione delle esperienze con gli altri bambini coetanei.

Siamo troppo fissati sulla sterilizzazione, sulla pulizia e l’eccessiva guerra ai malanni, quando bisognerebbe permettere loro di sporcarsi per poi lavarsi, cadere per poi rialzarsi, litigare per poi fare pace.

Un bambino che gioca all’aperto si trova davanti a delle decisioni, che può condividere con i suoi coetanei, questo stabilisce connessioni e dialoghi; insegna al gruppo a fare squadra, a risolvere i problemi e seguire le regole del gioco e dell’ambiente in cui vorranno inserirsi.

Tutte caratteristiche che svilupperanno nel piccolo autostima e gli insegneranno come gestire emozioni, come la paura e la rabbia ad esempio, tutti elementi fondamentali per la formazione.

Se il genitore permette al bambino di giocare con i suoi amici senza seguirlo ad ogni passo, quest’ultimo si sentirà libero di afffrontare delle sfide, magari fallire perchè non aiutato, ma stimolato a riprovare fino a dominare le sue perplessità e timori.

Un bambino che gioca con “niente” stimola la fantasia, sviluppa creatività e non conoscerà la noia, avrà un numero infinito di argomenti ed accrescerà la sua intelligenza ed immaginazione; i bambini che usano un videogioco o guardano la tv, spesso si annoiano e terminata un attività hanno bisogno di un adulto che dica loro cosa fare.

Un bambino che impara ad immaginare un legnetto come una spada laser avrà sempre meno bisogno di stimoli esterni, perchè sarà in grado di creare un suo mondo ogni volta che ne avrà voglia, imparando allo stesso tempo ad apprezzare e rispettare quello che lo circonda e non desiderando solo materialità. Inoltre il bambino che si trova a vivere il territorio, comprende da solo quali sono le sue passioni, i suoi interessi ed attività preferite.

Un altro aspetto molto importante è la socialità; oggi gli incontri dei bambini si limitano alle mura scolastiche, per questo non sono in grado di fare nuove amicizie o relazionarsi con coetanei sconosciuti, in vacanza ad esempio.

Un bambino abituato ad interagire e confrontarsi, avrà più facilità nell’instaurare nuovi rapporti e sviluppare una socialità che porterà con se fino all’età adulta.

Per concludere un bambino ha bisogno di correre, sfogarsi, stancarsi, confrontarsi, essere stimolato dall’ambiente, dalla natura e dagli amici; questo fa di un bambino un bambino felice, ed un bambino felice è un bambino intelligente.

E’ quindi bene ricordarci quali fossero le nostre attività preferite in infanzia, quanto sia stato importante per la nostra formazione esserci ammalati per aver giocato all’aria aperta sotto Natale, e quanto questo sia uno dei ricordi più belli che conserviamo.

Permettiamo ai nostri bambini di vivere le stesse esperienze, non precludendo loro un aspetto fondamentale come il gioco all’aperto.

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