GETI: quando la tecnologia si mette al servizio dell’inclusività

Pubblicato da: Alessio Giardini Categoria: Scienza Data di pubblicazione: 11 Dicembre 2017

La tecnologia, se usata in maniera adeguata, può davvero rappresentare un grandissima risorsa. Lo sanno bene tante persone con disabilità, che potendo disporre di determinate apparecchiature, riescono a compiere tante azioni altrimenti decisamente complesse e a sentirsi così più autonomi.

Tommy, ad esempio, frequenta le medie e ha una paralisi cerebrale infantile e grazie al puntatore oculare ha modo di comunicare con gli altri e anche studiare. Angela, invece, è una bimba statunitense con un’importante disabilità di tipo motorio e utilizza due sensori e varie attività per il pc importati di recente nel nostro Paese da Leonardo Ausilionline.

Geti, un aiuto per chi convive con la Sla

GETIQuest’ultima azienda, in collaborazione con Auxilia ed Helpicare, qualche tempo fa ha organizzato a Bologna GETI, un paio di giornate dedicate proprio al mondo delle tecnologie inclusive, nel corso delle quali professionisti quali neurologi e terapisti occupazionali hanno parlato delle loro esperienze.

Un esempio è Eco-Als, progetto di 2 anni finanziato da AriSla per soddisfare la necessità di molti pazienti di Sla di potersi muovere in maniera autonoma tra le mura domestiche mediante la carrozzina e regolare la postura a letto.

L’impegno del Centro Clinico NEMO di Milano, che ha portato avanti il progetto, ha portato alla creazione di un supporto, provato da 10 pazienti e integrato perfettamente con un puntatore oculare.

Prossimo evento ad aprile

Cristina Sassi, psicologa e conoscitrice di tecnologie inclusive operante presso Leonardo Ausilionline, ha spiegato che iniziative come queste siano fondamentali per diffondere il più possibile informazioni riguardanti dispositivi utili per aumentare il grado di autonomia in qualsiasi ambito della vita delle persone con certe patologie.

Non a caso, le giornate verranno ripetute, ancora a Bologna, il prossimo aprile.

 

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