Fiorire d’inverno: Nadia Toffa racconta la sua battaglia contro il cancro

Pubblicato da: Alessio Giardini Categoria: #AleBlog, Libri sulla disabilità Data di pubblicazione: 19 ottobre 2018

Chi è Nadia Toffa?

Nadia ToffaNadia Toffa, come ormai in molti sapranno, nasce, televisivamente parlando, con il programma ‘Le Iene‘, in cui si batte contro le truffe al servizio sanitario italiano e scende in campo in prima persona nel cosiddetto ‘triangolo della morte’ tra Napoli e Caserta, per dare una voce ai tanti che ancora oggi soffrono di tumore.
Il tumore, lo stesso male che in questi mesi la accompagna tra operazioni in ospedale e il lavoro che non pensa un attimo ad abbandonare.
Tanti sono i servizi di inchiesta condotti da Nadia Toffa che hanno portato a qualche condanna e ad un po’ più di giustizia sul suolo nazionale.

Fiorire d’inverno non è il suo primo libro. Nadia Toffa è laureata in lettere ed ha ricevuto il Premio Internazionale Ischia di Giornalismo nel 2015. Il romanzo non è dunque un tentativo di marketing o di ricerca di attenzioni da parte della cronaca italiana, ma la semplice trascrizione della storia di una donna e della sua ritrovata consapevolezza della fugacità della vita.
Fiorire di inverno narra della sua storia, anzi, della sua malattia, una piccola parentesi della sua storia diventata così nota a molti.

Tutto nacque proprio durante un servizio televisivo di Nadia Toffa. La bresciana ha un malore e viene trasportata d’urgenza in elicottero in ospedale. Il web impazzisce. Si parla addirittura di morte. Ma Nadia Toffa afferma poco tempo dopo al programma televisivo ‘Verissimo’ : “Sento la vita che scorre nelle vene“.
La conduttrice non rilascia molte interviste ma dopo poco tempo è già di nuovo a lavoro.
Il pubblico sembra offrirle un particolare affetto, la paladina della giustizia è tornata, felice di poter nuovamente fare del suo meglio.
Durante la prima riapparizione dopo l’incidente, in seguito alla misteriosa sparizione dai programmi televisivi racconta:

Ho sentito l’ambulanza, non avevo paura; ho pensato ‘bello, la prima volta sull’ambulanza. L’aereo? Un’altra prima volta!“.

Fiorire d'inverno Nadia Toffa

Anche la neve ha la sua bellezza

Fiorire d’inverno nasce con un senso molto lontano dall’autocommiserazione; nasce dal bisogno di condividere quel dolore che può e che deve aiutare altri nelle stesse condizioni, dalla necessità di convincere chiunque è in depressione e pensa di non farcela che la vita è bella proprio perché fugace, sottile e irrimediabilmente unica per ognuno di noi.
Il libro è la possibilità attraverso la sofferenza di qualcun altro, di riappropriarsi della propria umanità, perché in fondo cos’è la fragilità se non la semplice ed incontrovertibile prova della condizione dell’ essere umano?
Ancora oggi, dopo alcune interviste in cui rivela di essere ancora malata, Nadia Toffa non accenna a volersi ritirare dalle scene.

Preferisco il sole ma anche la neve ha la sua bellezza“.

Nessuno, potendo scegliere, vorrebbe con sè l’ombra ammorbante della malattia, un incubo onnipresente dal quale non ci si può risvegliare se non cadendo in un baratro buio ed ancor più profondo; ma “La vita è proprio come ti giochi quell’ultima carta”, come afferma Nadia nel suo libro.

La vita è proprio come ti giochi quell’ultima carta

Libro Fiorire d'inverno Nadia Toffa Si legge recentemente, per i poco raffinati salotti sul web, di molte persone a dir poco indignate per la sfacciataggine con la quale Nadia parla della sua condizione. Un insulto al dolore! Definire ‘opportunità‘ qualcosa di così malvagio come il cancro.
Ma in fondo la morte non attende ognuno di noi a prescindere da quanto ne parliamo bene o male?
Nel ‘triangolo della morte’ del sud Italia dove Nadia Toffa si è tanto prodigata muoiono bambini, donne e anziani. Si parla de ‘la malattia’, perchè non la si chiama neanche per nome.

Ma non è forse la paura del nome ad incrementarne la forza contro di noi?
Nadia Toffa parla di rinascita, non a caso. La scoperta di avere forse meno giorni di quel che pensava per poter vivere la propria vita le ha donato più consapevolezza della vera felicità, delle cose importanti.
Fiorire d’inverno parla di questo. Di quanto il cancro possa essere un ‘remind’ per se stessi.
Per fare in modo di non sprecare più neanche un giorno; e non perchè si pensa che i giorni potrebbero essere meno del previsto ma perchè soprattutto ci si ricorda che sono finiti da sempre.

Nadia Toffa vuol ricordare a tutti con il suo libro che un fiore è sempre bello, anche se nasce d’inverno, e forse soprattutto se nasce d’inverno; perchè è cosa ancor più rara di cui meravigliarsi e gioire.
Allo stesso modo una malattia così implacabile può offrire nuove possibilità e la coscienza che proprio perchè tutto deve inesorabilmente concludersi, ogni cosa va vissuta con maggiore intensità.

Il libro di Nadia Toffa è quindi una semplice occasione; di ricordare a noi stessi quanto è labile la vita terrena ma di quanto altrettanto meravigliosa sia viverla senza sconti e senza paura.
Nadia Toffa dice “Non ho paura, neanche di morire” ; poichè non si può aver paura che qualcosa termini se la si è vissuta lucidamente e fino in fondo; come già essa, la vita, si presenta a tutti gli uomini mortali: una goccia d’acqua su un terreno riarso ed infinito.

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