Donne e Disabilità

Pubblicato da: DisabiliNews Redazione Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 19 Settembre 2012

Nell’approccio alla disabilità uomini e donne sono differenti. Le donne potrebbero subire una duplice discriminazione: quella connessa al genere e quella legata allo stato di disabilità.

Certo, rispetto a prima sono stati fatti dei passi avanti: le donne disabili frequentano la scuola e accedono all’Università, partecipano alla vita sociale e politica, si sposano e vanno a vivere da sole, mantengono i rapporti con la famiglia di origine e curano le relazioni sociali. Ma ci sono settori in cui l’eccesso delle donne con disabilità è ancora difficoltoso: il lavoro, l’informazione e la fruizione del tempo libero.

Nel nostro Paese mancano ancora gli strumenti che permettano di realizzare un’effettiva equità tra uomini e donne, offrendo alle donne disabili la possibilità di esprimere in pieno le proprie capacità personali e professionali. L’Unione Europea sta sollecitando i singoli Paesi, con appositi programmi, ad adottare “azioni positive” in ambito occupazionale, per favorire l’accesso delle donne disabili nel mondo del lavoro. Un problema che incide sull’accesso delle donne disabili è la presenza di barriere architettoniche sui luoghi di lavoro.

Il nostro Paese è ancora fanalino di coda nella progettazione di edifici accessibili, e molti datori di lavoro disattendono ancora la normativa vigente in questo settore. Nell’accesso alle professioni, inoltre, le donne continuano ad avere problemi nel conciliare il lavoro e le esigenze familiari. Sono tante le associazioni di categoria che hanno studiato l’argomento, soffermandosi sulla situazione delle donne disabili. E’ fondamentale abbattere stereotipi e pregiudizi che ancora ostacolano un effettivo e completo inserimento delle donne disabili nel mondo del lavoro e nella società in genere.

Per molte donne disabili risulta difficile anche instaurare un rapporto affettivo con persone dell’altro sesso, sviluppando una relazione che coinvolga corpo e mente in maniera completa. Manca infatti un programma di educazione sessuale ed affettiva rivolta ai disabili e alle loro famiglie nelle scuole e nelle comunità.

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