Disabili in politica: l’autistica Chiara Ferraro rappresenta un svolta

Pubblicato da: DisabiliNews Redazione Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 28 Maggio 2013

Ignazio Marino, candidato del Partito Democratico alle elezioni amministrative per il comune di Roma, ha provato per la prima volta ad aprire una breccia nel muro di indifferenza che impedisce ai disabili di entrare in politica. Nella lista di marino c’è infatti Chiara Ferraro, una ragazza autistica di 21 anni.

Nella capitale sono in molti a chiedersi come Chiara Ferraro possa entrare a far parte del consiglio comunale e sono in molti a criticare la scelta del padre accusandolo di aver così esposto la figlia strumentalizzandola. Vero, in parte, poiché il padre di Chiara Ferraro, essendo suo accompagnatore e tutor le sarà sempre accanto, tanto da diventare lui stesso membro effettivo del consiglio comunale.

Ma le ragioni che hanno portato a questa scelta sono più complesse. Il padre di Chiara risponde alle perplessità della gente spiegando che la figlia sta partecipando attivamente alle riunioni ed è felice di questa avventura politica: “Abbiamo abbattuto un muro fondamentale. I ragazzi come Chiara hanno il compito di aiutarci a costruire un’esperienza di comunità nuova.

A sostenere la decisione del padre di Chiara è anche la terapista Simona Levanto, che segue la ragazza e dichiara: “Ci accusano di strumentalizzarla, ma la sua candidatura ha una forza simbolica particolare.

Guardando oltre le polemiche è infatti questo il punto fondamentale attorno al quale ruota la questione: la presenza in politica di una ragazza autistica come Chiara Ferraro sta cambiando il linguaggio dei candidati che incontra.

Altrettante persone concorderanno con questo pensiero di Pier Vittorio Buffa che dice: “con la sua sola presenza, Chiara suggerirà comportamenti più pacati e riflessivi. Sedendo in consiglio, ricorderà a tutti, giorno dopo giorno, che nella nostra città vivono anche persone come lei che devono avere il rispetto e l’appoggio, totali e incondizionati, della comunità alla quale appartengono.

Si tratta di un passo importante per la politica italiana, da sempre refrattaria all’integrazione dei disabili negli ambienti elitari e pubblici. Il Paese ha bisogno che la casta si sensibilizzi, che si apra alle politiche sociali, e la candidatura di Chiara Ferraro rappresenta una svolta.

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