Disabili e diritti: cittadinanza ai down? Forse.

Pubblicato da: DisabiliNews Redazione Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 7 Marzo 2013

I diritti dei disabili stranieri affetti da sindrome di down sono stati finora calpestati dalla legge sulla cittadinanza italiana, ma ci sono buone probabilità che la situazione cambi. Una storia simbolo, quella di Cristian Ramos, ripresa anche dalla nota trasmissione Le Iene, che nei mesi scorsi ha sollevato ancora una volta una serie di polemiche sulla giustizia e sull’applicabilità della legge inerente la richiesta di cittadinanza sul territorio italiano da parte dei cittadini down.

A illustrare il caso sconcertante era stata la signora Gloria Ramos, madre di Cristian, un ragazzo down residente a Roma, figlio di padre italiano e madre colombiana. Al momento del raggiungimento del diciottesimo anno d’età del figlio, la donna presentò l’istanza per avviare le pratiche della richiesta di cittadinanza italiana per Cristian ma la domanda le venne rifiutata.

Gli enti competenti le risposero che poiché la legge italiana interpreta una persona affetta da sindrome di down come incapace di intendere e di volere non c’era modo di far domanda per il riconoscimento della cittadinanza italiana del figlio, e dato che il giuramento (passaggio inevitabile per poter ottenere la cittadinanza) non è cedibile (e pronunciabile) ad alcun titolo a parenti o tutori, la domanda non poteva essere accolta in alcun modo.

La legge però, in base a questo principio, oltre a discriminare un soggetto per via della sua condizione di disabilità, arriva a dimostrare che benché una persona sia nata e cresciuta all’interno del nostro Paese non ha diritto alcuno al riconoscimento della cittadinanza. Secondo la Convenzione Onu per i diritti delle persone con disabilità, ratificata in Italia con la legge n. 18 del 2009, ogni stato firmatario ha l’obbligo di riconoscere il diritto al cambio di cittadinanza alle persone affette da disabilità.

Il caso di Cristian Ramos ha fatto scalpore su numerose testate e sui principali organi d’informazione, arrivando fino al Viminale, dove il ministro Anna Maria Cancellieri ha invitato il ragazzo a ripresentare la domanda, sottolineando che un disegno di legge sarà da lei preparato per il Parlamento che sta andando a delinearsi a seguito delle recenti elezioni politiche.

In attesa di una modifica alla legge, la richiesta di cittadinanza italiana di Cristian sarà presa in carico dalla prefettura di Roma; il Ministro, nel frattempo, ha invitato le associazioni ed i cittadini a segnalare al Ministero degli interni eventuali situazioni analoghe delle quali si è a conoscenza.

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