Dentro la protesta: il digiuno consapevole dei disabili italiani

Pubblicato da: DisabiliNews Redazione Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 19 Ottobre 2012

Scelgono d’interrompere gradualmente l’alimentazione i disabili gravissimi schierati in prima linea nella protesta promossa dal “Comitato 16 Novembre” onlus. Animati dal desiderio di giustizia e dall’urgenza che vengano stanziati i fondi promessi dal governo per il settore assistenziale, sono pronti, nonostante le gravi situazioni di salute, a intraprendere un digiuno che potrebbe determinarne il decesso: un gesto che denota grande determinazione e coraggio.

L’intento è far giungere la propria voce alle istituzioni affinché vengano considerate con dovuta serietà le necessità economiche ed emozionali di persone la cui esistenza è condizionata da gravi malattie.
Si digiuna per non essere rinchiusi in costose e asettiche residenze socioassistenziali, si digiuna affinché lo Stato finanzi il programma denominato “Tornare a casa”, un progetto pilota, proposto dai disabili stessi, che prevede, quando possibile, l’assistenza in ambiente domestico, già attivato peraltro in Sardegna con esiti eccellenti.

All’iniziativa partecipano anche cittadini affetti da sclerosi laterale amiotrofica (Sla), una patologia degenerativa del sistema nervoso che porta alla paralisi nel giro di pochi anni. I circa 50.000 casi di Sla italiani si concentrano maggiormente in Piemonte, Lombardia, Lazio, Campania e Puglia. Questa malattia obbliga alcuni pazienti ad alimentarsi con un sondino nonché a respirare tramite apparecchiature specifiche per la ventilazione meccanica. Si tratta, per questa come per altre, di infermità le cui spese di sostentamento non riguardano solo l’acquisto di comuni ausili, ma richiedono l’impiego delle più recenti tecnologie e assistenza 24 ore su 24 da parte di familiari o eventuali badanti, cure che si traducono in ulteriori oneri non sempre sovvenzionati dal Sistema Sanitario Nazionale. Migliorare la qualità della vita di queste persone è complicato ma possibile e deve diventare una priorità collettiva.

La vicepresidente del “Comitato 16 novembre”, Mariangela Lamanna, ribadisce la comune volontà dei manifestanti di non interrompere il digiuno se non in vista di concreti provvedimenti in favore della non autosufficienza.
Augurandoci che la presa in considerazione di una trattativa da parte del Governo non si protragga fino al verificarsi di eventi tragici, riportiamo ancora le parole di Lamanna: “Non possiamo essere arrivati a questo punto di esasperazione per poi tirarci indietro. La situazione sta diventando difficile per molti malati che rischiano realmente di andare incontro a situazioni critiche.”

Condividi questo post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *