“Cose da non chiedere” le pillole di Real Time che avvicinano alla diversità

Pubblicato da: Serena Castaldi Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 17 Luglio 2017

 

L’idea alla base di questa trasmissione è geniale.

Si, perché ogni giorno chi ha delle “diversità” si scontra con il pregiudizio degli altri, che viene fomentato dall’ignoranza e la non conoscenza, e allora quale modo migliore per abbattere gli stereotipi se non fare delle domande? Domande dirette che normalmente avremmo timore a porre?

E’ proprio questo il principio su cui si basa “Cose da non chiedere” la trasmissione messa in onda da Real Time, che invita gli spettatori da casa (che quindi non vengono visti e si sentono più liberi) ad inviare quelle domande a volte sconvenienti o ritenute fuori luogo che tutti avremmo voluto fare.

I protagonisti di questi esperimento sociale sono state Persone di bassa statura, Obesi, Immigrati dall’ Africa, Transgender, Persone sulla sedia a rotelle, Persone con la sindrome di Down, Musulmani e Rom.

“Cosa invidi a chi può camminare?” , “Perché si dice che i nani portino fortuna? “, “Fai il tipo per l’Isis?”, “Quanto costa cambiare sesso?”, queste sono solo alcune delle domande che i protagonisti si sono sentiti fare e le risposte spesso sono una scoperta.

Noi abbiamo trovato che fossero davvero interessanti e vi invitiamo, se non l’avete già fatto a guardare tutte le puntate; per farlo potete andare sul sito Dplay, cosìcchè anche voi possiate abbattere i vostri pregiudizi, sempre che ne abbiate.

Buona visione!

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