Collocamento mirato disabili

Pubblicato da: DisabiliNews Redazione Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 28 Giugno 2012

Le persone disabili usufruiscono di agevolazioni per l’accesso al lavoro. E’ previsto infatti il c.d. “collocamento mirato”, uno strumento che facilita l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, ai sensi della legge n° 68 del 1999. Per usufruire del “collocamento mirato” è necessaria una certificazione che attesti il 45% di invalidità e le rispettive capacità residue al lavoro (tale certificazione è rilasciata dalla Commissione medica istituita presso le Asl).
Il Centro per l’impiego istituisce una apposita graduatoria dei disabili in cerca di impiego. Tale elenco è consultabile da chiunque. Nella graduatoria vengono inseriti anche i disabili licenziati per giusta causa o in seguito a riduzione del personale. Per ogni soggetto in elenco vengono descritte le abilità, le capacità lavorative, le inclinazioni, le competenze, la tipologia e il grado di disabilità. I datori di lavoro sono tenuti ad inoltrare richiesta di assunzione agli uffici competenti oppure stipulano apposite convenzioni entro sessanta giorni da quando sorge l’obbligo. I datori di lavoro devono dichiarare i nominativi, il numero dei disabili e quello complessivo dei dipendenti, le mansioni e le postazioni disponibili.
Tra gli obiettivi del “collocamento mirato” vi è la corretta valutazione delle capacità lavorative dei disabili da parte di apposite commissioni, al fine di consentire un migliore inserimento dei soggetti nel contesto produttivo e lavorativo. Viene quindi effettuata una “diagnosi funzionale” del disabile, anche tramite acquisizione di informazioni da parte di istituzioni come la scuola ed i servizi sociali. E’ fondamentale che ci sia un abbinamento tra le esigenze professionali delle aziende e le inclinazioni personali del soggetto disabile. A tal fine sono molto diffusi i tirocini, i periodi di prova e le convenzioni con enti pubblici ed istituzioni per favorire l’inserimento professionale. Si tratta di strumenti che quasi sempre si convertono in contratti individuali a tempo indeterminato.

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