Basket in carrozzina, altro che sport per disabili

Pubblicato da: Paola Cabiaglia Categoria: Curiosità, Sport Data di pubblicazione: 6 Novembre 2012

Basket in carrozzina

Basket in carrozzina

Basket in carrozzina – Fra le tante discipline sportive per persone diversamente abili in grado di appassionare anche il pubblico comune spicca subito la pallacanestro in carrozzina. Il motivo di tale coinvolgimento è dovuto a due principali fattori: la pressoché totale conformità di regolamento con la pallacanestro e l’elevato livello di preparazione tecnico-fisica richiesto ai giocatori che la praticano.Uno sguardo allo spot realizzato dalla FIPIC (Federazione Italiana Pallacanestro In Carrozzina) per presentare la sua attività, la dice lunga sullo spirito che anima gli atleti impegnati in questo sport. Una grinta straordinaria, molta resistenza, acute capacità strategiche e combattività sono infatti qualità indispensabili ai cestisti che devono sostenere competizioni in tutto e per tutto simili a un normale incontro di basket, senonché tali incontri siano resi ancor più difficili dall’incessante e raddoppiato impiego delle braccia.A differenza dei giocatori di wheelchair hockey, che possono affidarsi al comfort di carrozzine elettriche, i giocatori di wheelchair basketball devono, come nel caso di altri sport paralimpici, allenarsi e gareggiare avvalendosi di evolutissime e costose “sedie a rotelle”.

Cenni sulla classificazione dei giocatori, Basket in carrozzina

Ad ogni atleta viene assegnato un punteggio in base alle capacità funzionali residue del tronco, degli arti inferiori e superiori nonché delle mani. Quanto più grave è la disabilità individuale minore è il punteggio attribuito. I punti handicap individuali cumulabili variano da nazione a nazione, in Italia si va da un minimo di 0.5 a un massimo di 5 punti. L’intero punteggio totalizzato dalla squadra schierata, composta da cinque giocatori, non deve superare i 14 punti nell’ambito di competizioni internazionali, mentre il punteggio consentito è esteso ai 14.5 nel caso di campionati italiani. Sempre per quanto riguarda il nostro Paese, il regolamento ammette in squadra un atleta normodotato, al quale vengono assegnati 5 punti.

La normativa internazionale è stata definita affinché le competizioni si svolgano nel rispetto di un’attestata parità atletica, questo per evitare situazioni sportive poco trasparenti. L’esigenza di migliorare la normativa si è resa necessaria negli anni in cui i campionati mondiali vedevano schierarsi in campo Nazionali fisicamente sbilanciate come quella israeliana, composta perlopiù da giocatori affetti da poliomielite, a discapito di squadre, come quella statunitense, che presentavano quintetti di atleti in maggioranza paraplegici.

Inutile a dirsi gli sportivi poliomielitici hanno potenzialità fisiche largamente superiori a quelli paraplegici, da qui l’esigenza di migliorare il regolamento. Prima di ufficializzare la normativa, vigeva infatti una consolidata tendenza a discriminare atleti affetti da gravi disabilità anche nelle squadre di club amatoriali.

Nella stesura del regolamento sono state altresì implementate una serie di figure considerate “fallo”. Tra queste ricordiamo il divieto di: ergersi totalmente dalla carrozzina; avanzare per più di due spinte in possesso di palla senza effettuare palleggi; sollevare in contemporanea da terra le ruote posteriori trattenendo la palla.

Chi fosse interessato a praticare wheelchair basket puo’ trovare tutte le informazioni necessarie sul sito della FIPIC.

Paola Cabiaglia

Per maggiori informazioni potete consultare la sezione dedicata allo SPORT di Disabilinews.com.

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