Assistenza sessuale per disabili, una realtà in gran parte dell’Europa ma non in Italia

Pubblicato da: Serena Castaldi Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 12 Aprile 2017

Da qualche anno a questa parte si sente parlare spesso di sessualità per le persone disabili e della relativa assistenza sessuale.

Nell’Aprile del 2014 è stato depositato un Disegno di Legge che tratta “Disposizioni in materia di sessualità assistita per persone con disabilità”, frutto di un comitato fondato l’anno prima, che però purtroppo non ha ancora visto la luce, nonostante l’interesse dei protagonisti, delle famiglie, dei media e della stampa, anche giuridica.

Forse non è chiaro come i disabili e le loro famiglie vivono ogni giorno le conseguenze di una vita in cui la sessualità è negata, così come gli affetti, relegando il disabile in una condizione di chiusura che non gli concede di esprimere quelli che sono argomenti ancora tabù. Troppo spesso si pensa al disabile con un angelo, come un essere asessuato senza bisogni e pulsioni.

Sono stati fatti molti passi avanti, abbiamo migliorato diversi aspetti che migliorano la quotidianità del disabile, fornendo loro aiuto, assistenza, veicoli e ausili sempre più tecnologici e funzionali, per svolgere una vita più autonoma e completa. Facciamo tanto, ma poi dimentichiamo il diritto più taciuto, quello di cui non si deve parlare: la sessualità.

Vogliamo fare finta che non esistano genitori costretti a “provvedere da sé” a questi bisogni? Non sarebbe corretto fornire a queste persone una figura professionale che possa aiutarli?

La sessualità rientra tra gli elementi fondamentali per un equilibrio tra salute e benessere psico-fisico, e un paese che vuole essere definito civile dovrebbe allinearsi con i paesi più avanzati e offrire questo tipo di assistenza.

L’assistente sessuale non è solo una figura utile alla sessualità, ma anche alla conoscenza e alla consapevolezza del proprio corpo, all’assistenza emotiva e affettiva, che permette anche a chi ha più difficoltà, di vivere le proprie esperienze erotico-sessuali senza pregiudizi.

Un operatore professionale (uomo o donna) eterosessuale, omosessuale o bisessuale dalle caratteristiche psicofisiche e sessuali sane, che attraverso la sua professionalità aiuta le persone diversamente abili a sperimentare l’erotismo e la sessualità.

Non si arriva necessariamente al rapporto completo, molti incontri si limitano a massaggi, al semplice approccio fisico, sperimentando il contatto e le reazioni di quest’esperienza sensoriale, dove si stimola la sperimentazione dell’autoerotismo e il piacere dell’orgasmo.

Mentre aspettiamo che l’Italia si adegui ai progressi che vedono sempre protagonisti gli altri paesi e non il nostro, vi consigliamo di visitare il sito LoveGiver, che offre corsi e convegni tutti a tema amore, sessualità ed affettività.

Se vi interessa l’argomento vi suggeriamo il libro “LoveAbilty, l’assistenza sessuale per le persone con disabilità” edito dalla Erickson, disponibile all’acquisto direttamente dal sito.

 

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