Assistenza ai disabili

Pubblicato da: Paola Cabiaglia Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 26 Ottobre 2012

In materia di assistenza ai disabili, due sono le leggi fondamentali da tenere in considerazione: la legge n. 104/1992 e la successiva legge 183/2010, che è intervenuta a modificarla, seppure in parte. Ultimamente, al fine di riordinare la materia, ed in particolare l’ambito dei permessi, congedi e aspettative dovuti ai familiari che assistono persone disabili, è stata avanzata la proposta di un nuovo decreto legislativo da parte dei ministri Sacconi e Brunetta. La normativa prevede la cumulabilità dei permessi lavorativi solo se il “secondo” familiare cui prestare assistenza sia il coniuge o un parente o affine entro il primo o secondo grado, o ancora se il coniuge o i genitori della persona disabile abbiano compiuto 65 anni, oppure siano affetti anche loro da una qualche forma di disabilità, oppure sono assenti o deceduti. La cumulabilità non sarà invece ammessa se il “secondo” familiare cui prestare assistenza è legato a parentela o affinità di terzo grado. Se si assiste più di un parente o affine di secondo grado viene data la possibilità di assistere solo il “primo” e non anche il “secondo”. Non vi è alcun cambiamento rispetto a prima invece, se ad essere assistito è il “primo” familiare di terzo grado ed il “secondo” di secondo grado. Il nuovo Decreto inoltre ha ampliato la categoria dei beneficiari aventi diritto ai congedi biennali retribuiti, stabilendo quali sono le condizioni di accesso. Le priorità da rispettare sono le seguenti: coniuge, genitori, figli, fratelli e sorelle. I genitori del disabile possono fruire del congedo anche quando uno dei due svolge un’attività di lavoro autonomo o non lavora proprio. Oppure, se il disabile è rimasto con un solo genitore, il congedo gli viene attribuito a prescindere che questi lavori o meno. Nessun altro parente può usufruire di tale beneficio. In caso di assistenza allo stesso figlio in situazione di handicap grave, tale diritto viene riconosciuto ad entrambi i genitori anche adottivi (anche alternativamente). I permessi previsti dalla legge n. 104/92 e dalla legge 183/2010 possono essere concessi anche quando il familiare disabile si trova lontano dal proprio domicilio. Se questi risiede a più di150 km di distanza, il familiare lavoratore deve attestare con idonea documentazione e titolo di viaggio, che ha raggiunto il luogo in cui l’assistito risiede. Durante il periodo di congedo il lavoratore che assiste un disabile percepisce un’indennità che corrisponde all’ultima retribuzione percepita. Se c’è necessità di effettuare delle cure mediche, il congedo viene calcolato in base al regime economico delle “assenze per malattia”.

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