Antibioticoresistenza: allarme incubo superbatteri

Pubblicato da: DisabiliNews Redazione Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 20 Marzo 2013

Dagli Usa si diffonde la paura a causa della dilagante diffusione dell’antibioticoresistenza ed è allarme per l’incubo dei superbatteri. Antibioticoresistenza sviluppata questa volta non ad opera di un nuovo ceppo di virus, o enterobatteri di recente scoperta, bensì dall’intera famiglia dei batteri tra i quali figurano i tristemente famosi Escherichia Coli, Klebsiella pneumoniae, Shigella e Salmonella. L’incubo dei superbatteri sta suscitando profonda preoccupazione sia in America che in Europa, dove il verificarsi dei casi di resistenza agli antibiotici da parte di questi batteri ha assunto proporzioni allarmanti.

Negli Stati Uniti, in particolare, il fenomeno dell’antibioticoresistenza ha spinto i CDC (Centers for Disease Control and Prevention) a mettere in allerta ospedali e centri sanitari. Gli addetti spiegano che la scelta è giustificata dal fatto che sono oramai 42 gli Stati federali ad aver riscontrato nelle proprie strutture ospedaliere problemi conseguenti alla resistenza agli antibiotici standard da parte di svariati enterobatteri.

Stando ai dati, nell’ultimo decennio i ceppi batterici che hanno acquisito resistenza agli antibiotici sono più che quadruplicati. Il Dott. Thomas R. Frieden, direttore dei CDC, in una recente conferenza stampa ha spiegato come il rischio non risiede solo nella capacità che questi batteri hanno di sopportare quasi tutti gli antibiotici disponibili, inclusi quelli molto potenti ed innovativi, ma anche nel fatto che qualora si presentino infezioni più gravi sarebbero in grado di portare alla morte la metà delle persone interessate. Altro fattore potenzialmente pericoloso è la facoltà dei suddetti superbatteri di diffondere la loro resistenza ad altri batteri, come ad esempio può capitare tra i Klebsiella e gli Escherichia coli.

Questo problema non spaventa solo gli Stati Uniti ma anche l’Europa e soprattutto l’Italia, dove alcuni ceppi di Klebsiella pneumoniae hanno presentato un aumento delle resistenza agli antibiotici vertiginoso nel corso di un solo anno (2010-2011).

Il fenomeno non è comunque nuovo, considerando che già nel 2009 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) aveva definito l’antibioticoresistenza come una delle tre più grandi minacce alla salute umana. Il paradosso è però che la ricerca di nuovi antibiotici sta calando mentre al tempo stesso i batteri incrementano sempre più la loro resistenza ai farmaci attualmente esistenti.
 

A detta degli esperti, oltretutto, la soluzione per limitare il fenomeno sarebbe anche estremamente fattibile e semplice: basterebbe evitare di abusare degli antibiotici, facendo sì che vengano usati in modo corretto, prevenendo comunque l’insorgere di possibili infezioni. 

Il fatto che gli antibiotici siano così facilmente reperibili e liberamente somministrabili ha portato la popolazione ad abitudini scorrette come quella di assumerli con troppa leggerezza, anche quando questi non risultano assolutamente necessari: basta pensare ai molti casi di somministrazione in presenza di influenze per le quali queste medicine risultano pressoché inutili se non addirittura dannose. Nel contesto che ha portato all’aggravarsi di questo fenomeno di antibioticoresistenza, bisogna inoltre ricordare l’incidenza che ha avuto l’utilizzo degli antibiotici anche nel settore agricolo, in particolare nell’allevamento: quest’ultima pratica già porta ad una prima selezione naturale dei ceppi resistenti.

In termini di precauzioni atte a limitare e contenere il problema della resistenza agli antibiotici i CDC hanno consigliato di seguire alcune regole semplici ma efficaci:

   – migliorare la prevenzione delle infezioni (lavare le mani, indossare camici, guanti, ecc);

   – riunire nello stesso reparto tutti i pazienti affetti da batteri resistenti;

   – fare in modo che ospedali e centri di assistenza si avvertano vicendevolmente quando si trasferiscono pazienti infetti da questi batteri;

   – informarsi su eventuali cure mediche ricevute all’estero dai pazienti che si recano in ospedale;

   – usare gli antibiotici in modo oculato, in modo che i batteri non abbiano la possibilità di sviluppare resistenza ai farmaci più innovativi.

Pare comunque che i progressi in campo medico e scientifico per contrastare il fenomeno dell’antibioticoresistenza non tarderanno ad arrivare. Di recente è stata ripresa da alcuni quotidiani la notizia della scoperta di una molecola che potrebbe svolgere un ruolo determinante nella lotta a questo problema. In ogni caso si raccomandano due cose fondamentali: non scatenare il panico e non lasciar tornare tutto come prima non appena l’allarme sia rientrato.
Per approfondire:   – Resistenza agli antibiotici (wikipedia)    – Scoperta la molecola per combattere l’antibiotico-resistenza (IlFattoQuotidiano.it, 4 febbraio 2013)

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