Amministratore di sostegno per Disabili

Pubblicato da: DisabiliNews Redazione Categoria: Curiosità Data di pubblicazione: 7 Settembre 2012

La legge n° 6 del 9 Gennaio 2004 ha istituito la figura dell’amministratore di sostegno, un soggetto che tutela le persone disabili e inferme, senza interferire sulla loro capacità di agire. L’amministratore provvede agli interessi del disabile senza sostituirsi a lui, e vi si può fare ricorso anche se non è stato emanato alcun provvedimento di inabilitazione o interdizione. La legge del 2004 ha cambiato la disciplina di questi due istituti giuridici, stabilendo che le persone disabili o inferme possono ricorrere a questo “tutore” speciale qualora siano impossibilitate (per menomazioni fisiche o psichiche anche temporanee o parziali) a provvedere da sole ai propri interessi.

L’amministrazione di sostegno è un istituto che non interviene sulla capacità giuridica, bensì sulla capacità di agire dell’individuo. Ci sono differenze sostanziali tra l’interdizione, l’inabilitazione e l’amministrazione di sostegno. L’interdizione è una forma estrema e grave di limitazione della capacità di agire, che interviene quando vi è un’infermità totale della persona, e il suo effetto si esplica sulla maggior parte dei beni appartenenti al patrimonio. L’inabilitazione è una forma “intermedia” di limitazione della capacità di agire, che subentra quando l’infermità e le condizioni psico-fisiche dell’individuo compromettono i suoi interessi.

L’amministratore di sostegno può essere chiamato ad intervenire in varie situazioni della vita quotidiana del disabile o infermo, anche di carattere non economico. La richiesta di nomina di un amministratore di sostegno va inoltrata al giudice tutelare del luogo in cui il soggetto ha la residenza o il domicilio. La richiesta può essere fatta dallo stesso beneficiario, dai parenti entro il 4° grado e gli affini entro il 2°, o anche dal curatore e tutore. Nella scelta dell’amministratore di sostegno il giudice tutelare tiene conto degli interessi e della cura del beneficiario.

L’incarico dura dieci anni e può essere rinnovato. L’ufficio è gratuito. Il giudice è libero di individuare quali atti l’amministratore di sostegno può compiere e restringerne la portata a seconda degli interessi del disabile.

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